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1-6 di 6 documenti pubblicati nel 1584
Reginald SCOT

The Discoverie of Witchcraft

London 1584.

Il trattato che Reginald Scot scrisse dopo aver assistito, in qualità di Giudice di Pace, a un processo di stregoneria a Rochester. Visti i supplizi cui fu condannata l'imputata Margaret Simons, Scot decise di intraprendere una vasta indagine sui tecnicismi attraverso cui produrre effetti straordinari che escludono l'intervento diabolico - oggetto delle accuse mosse alla povera strega. Con la guida di un mago francese di nome Cautares, Reginald Scot realizzò la monumentale opera sulla stregoneria che entrerà nella storia come il primo testo in lingua inglese ad occuparsi di giochi di prestigio. Scritto con l'esplicito intento di mettere in guardia da un'applicazione troppo facile dell'aggettivo "diabolico" ai fenomeni magici, il libro sulla stregoneria di Scot subì le stesse conseguenze cui andavano incontro le streghe dell'epoca: re Giacomo VI di Scozia, di indole molto superstiziosa, ne fece bruciare quasi tutte le copie in circolazione. Tra i giochi descritti compare anche il "Blow Book", il libro che cambia aspetto se sfogliato in modi diversi (p. 343).

Jean PRÉVOST

La Première partie des subtiles et plaisantes inventions comprenant plusieurs jeux de récréation et traicts de soupplesse, par le discours desquels les impostures des bateleurs sont descouvertes

Antoine Bastide, Lyon 1584.

Primo libro di illusionismo in lingua francese, è una raccolta finemente illustrata di giochi di prestigio, esperimenti di fisica dilettevole e scommesse. A p. 56 descrive il metodo per realizzare un libro magico che si presenta diverso quando viene sfogliato in maniera opportuna ("Blow Book"). A p. 50 suggerisce - come scherzo particolarmente grottesco - di mettere una candela sul dorso di una tartaruga e abbandonarla di notte in un cimitero.

Giovanni Battista DELLA PORTA

Magiae naturalis sive de miraculis rerum naturalium

Andrea Wecheli heredes, Frankfurt 1591 (I ed. 1584).

Ampia collezione di metodi naturali per produrre effetti apparentemente magici a firma del filosofo, alchimista, commediografo e scienziato italiano Giovanni Battista Della Porta (1535-1615). Del testo è disponibile anche la traduzione inglese.

Pietro ARETINO

Le carte parlanti

Marco Ginammi, Venezia 1650 (I ed. 1584).

Dialogo in cui Pietro Aretino racconta l'esibizione mentalistica di Dalmao, l'illusionista spagnolo che riusciva a leggere nel pensiero le carte da gioco (pp. 213-214). Dalmao potrebbe essere il mago a cui fa riferimento Gerolamo Cardano nel De Subtilitate (1554) e Tomaso Garzoni ne Il serraglio de gli stupori del mondo (1613).

Reginald SCOT

The Discoverie of Witchcraft

Giles Calvert, London 1651 (I ed. 1584).

Edizione 1651 del trattato che Reginald Scot scrisse dopo aver assistito, in qualità di Giudice di Pace, a un processo di stregoneria a Rochester. Visti i supplizi cui fu condannata l'imputata Margaret Simons, Scot decise di intraprendere una vasta indagine sui tecnicismi attraverso cui produrre effetti straordinari che escludono l'intervento diabolico - oggetto delle accuse mosse alla povera strega. Con la guida di un mago francese di nome Cautares, Reginald Scot realizzò la monumentale opera sulla stregoneria che entrerà nella storia come il primo testo in lingua inglese ad occuparsi di giochi di prestigio. Scritto con l'esplicito intento di mettere in guardia da un'applicazione troppo facile dell'aggettivo %u201Cdiabolico%u201D ai fenomeni magici, il libro sulla stregoneria di Scot subì le stesse conseguenze cui andavano incontro le streghe dell'epoca: re Giacomo VI di Scozia, di indole molto superstiziosa, ne fece bruciare tutte le copie in circolazione. Fortunatamente alcuni esemplari si salvarono dai roghi, costituendo oggi un documento di inestimabile valore non soltanto dal punto di vista artistico: per l'epoca in cui venne pubblicato si trattò, infatti, di uno dei più illuminati tentativi di un uso della ragione in ambito giudiziario, ben due secoli prima dello storico Dei delitti e delle pene (1763) di Cesare Beccaria.

Reginald SCOT

The Discoverie of Witchcraft

Elliot Stock, London 1886 (I ed. 1584).

Ristampa del 1886 del trattato che Reginald Scot scrisse dopo aver assistito, in qualità di Giudice di Pace, a un processo di stregoneria a Rochester. Visti i supplizi cui fu condannata l'imputata Margaret Simons, Scot decise di intraprendere una vasta indagine sui tecnicismi attraverso cui produrre effetti straordinari che escludono l'intervento diabolico - oggetto delle accuse mosse alla povera strega. Con la guida di un mago francese di nome Cautares, Reginald Scot realizzò la monumentale opera sulla stregoneria che entrerà nella storia come il primo testo in lingua inglese ad occuparsi di giochi di prestigio. Scritto con l'esplicito intento di mettere in guardia da un'applicazione troppo facile dell'aggettivo “diabolico” ai fenomeni magici, il libro sulla stregoneria di Scot subì le stesse conseguenze cui andavano incontro le streghe dell'epoca: re Giacomo VI di Scozia, di indole molto superstiziosa, ne fece bruciare tutte le copie in circolazione. Fortunatamente alcuni esemplari si salvarono dai roghi, costituendo oggi un documento di inestimabile valore non soltanto dal punto di vista artistico: per l'epoca in cui venne pubblicato si trattò, infatti, di uno dei più illuminati tentativi di un uso della ragione in ambito giudiziario, ben due secoli prima dello storico Dei delitti e delle pene (1763) di Cesare Beccaria.

1-6 di 6 documenti pubblicati nel 1584