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1-7 di 7 documenti pubblicati nel 1898
Nevil Monroe HOPKINS

Twentieth Century Magic and the Construction of Modern Magical Apparatus

David McKay, Philadelphia 1898.

Manuale tecnico rivolto ai costruttori di illusioni teatrali, testimonia il livello di complessitą meccanico cui erano giunti i designer di esperienze magiche alla fine dell'Ottocento.

William Abner BARNES

Psychology, hypnotism, personal magnetism, and clairvoyance

Boston 1898.
William Coffrin SI STEBBINS

Si Stebbins Card Tricks and the Way They Are Performed

Boston 1898.

La data di edizione č presunta e il luogo potrebbe essere New York.

Chung Lin SOO e William Ellsworth ROBINSON

Spirit slate writing and kindred phenomena 

Munn & Company, New York 1898.
William MANNING

Recollections of Robert Houdin, clockmaker, electrician, conjuror

1898.

D'Aveno's Parlour conjurer

1898.
George Francis LEGGE

Note on the Coptic spell

Proceedings of The Society Of Biblical Archeology, Vol. XX, 1 marzo 1898, pp. 147-149.

In questo articolo George Francis Legge ritiene con beneficio del dubbio che la formula magica "revoca stivoca" sia corruzione del latino "Revocasti Voces" (traducibile come "parole che richiamano"). Il commento si inserisce in un dibattito sul modo con cui formule antiche erano riportate nei libri di invocazioni: il mago spesso trascriveva formule che conosceva a memoria ma di cui ignorava il significato. Legge conclude l'articolo commentando che l'autore raccomanda ai suoi lettori che nell'esecuzione di trucchi di destrezza si usino imbonimenti o formule come le parole "hocus-pocus" (hoc est corpus), "hiccius Doctius" (hic est doctius), "vade couragius" (vade cor ejus?), "revoca stivoca" (revocasti voces?) e molte altre, senza apparentemente la minima idea che stava corrompendo le parole di qualche rituale latino. La formula pseudo latina corrotta per rima e assonanza potrebbe anche alludere alla manovra di inversione a U con cui si guida l'aratro (stivus) su un solco di ritorno nel terreno (revoca). In entrambi i casi la formula ha dunque il senso di richiamare le palline e comandar loro di "tornare indietro" in modo magico dalla mano al bussolotto da cui erano state apparentemente prelevate.

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