"Misticismo e sogni" (Raymond Smullyan)
Martedì 15 aprile 2008 by Mariano Tomatis
C'era una volta un uomo che fu assalito da un'ispirazione mistica, durante la quale ebbe una serie di visioni sulla natura ultima della realtà. Scrisse moltissimo; e scrisse, scrisse, scrisse. Si sentiva molto orgoglioso di quanto aveva scritto. Per molti mesi, dopo aver finito di scrivere, rilesse i suoi quaderni più e più volte con grande gioia ed orgoglio.
Durante i due anni successivi, perse lentamente tutte le sue ispirazioni mistiche. Quando, un giorno, rilesse un suo quaderno, non riuscì a capirne una sola parola.(1)
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(1) Raymond Smullyan, Questo libro non ha bisogno di un titolo: una manciata di vivaci paradossi, 1980
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"La scatola magica" (Max Maven)
Lunedì 14 aprile 2008 by Mariano Tomatis
A casa ho una scatola magica. E' rettangolare, e si trova a qualche metro dalla mia scrivania.
Se metti qualcosa in quella scatola e ti allontani, al tuo ritorno mezz'ora più tardi quell'oggetto è freddo.
Non ho idea di come funzioni.
Ma se insisti a pensare che si tratti di un frigorifero, significa che hai perso il Senso del Mistero.
Max Maven in "Max Maven – A Fabulous Monster", Enigma, documentario televisivo (14 marzo 2007)
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"Misticismo e psichedelia" (Cathcart & Klein)
Lunedì 14 aprile 2008 by Mariano Tomatis
Nel Novecento, un professore di Harvard fece degli esperimenti con le droghe psichedeliche e fu affascinato dalla relatività delle visioni che aveva quando era sotto il loro effetto. No, non stiamo parlando di Timothy Leary. Molto tempo prima di lui ci fu William James.
Quando inalò gas esilarante, James credette di vedere l'unità fondamentale di tutte le cose, ma quando l'effetto della droga scemò, non riuscì a ricordare la sua visione cosmica. Così, si racconta, la volta successiva si legò una penna alla mano e lasciò il suo quaderno delle annotazioni aperto davanti a sé. Sicuro che gli sarebbe venuta qualche idea brillante, questa volta non perse l'occasione e fece in modo di buttarla giù sulla carta. Ore dopo, quando fu di nuovo in uno stato non alterato, lesse le fondamentali riflessioni filosofiche che aveva annotato: «Puzza tutto di petrolio!».
Dapprima fu una delusione, ma il professor James colse subito il significato filosofico di quelle parole. La questione reale, si rese conto, era se: a) le idee che gli sembravano brillanti sotto l'influsso del gas esilarante erano in verità banali; oppure b) la brillantezza dell'affermazione «Puzza tutto di petrolio!» non potesse essere apprezzata appieno, se non sotto l'influsso di gas esilarante.
Nell'analisi di James c'è qualcosa che puzza di barzelletta.(1)
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(1) Thomas Cathcart e Daniel Klein, Platone e l'ornitorinco, Rizzoli, 2007, p.164.
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"Non voglio sapere" (Dr.House 4x08)
Venerdì 4 aprile 2008 by Mariano Tomatis
La serie televisiva Dr.House Medical Division ha dedicato l'ottavo episodio della quarta serie all'illusionismo.
Scritto da Sara Hess e diretto da Lesli Linka Glatter, "Non voglio sapere" racconta la storia di Finn, prestigiatore interpretato da Steve Valentine, che durante un'esibizione ha un malore: mentre si trova a testa in giù all'interno della pagoda cinese resa famosa da Harry Houdini, Finn ha un infarto.
L'intero episodio è dedicato alla complicata elaborazione di una diagnosi corretta: il problema, infatti, sembra tutt'altro che banale. Le varie ipotesi che vengono avanzate sono tutte in qualche modo legate all'attività di prestigiatore dell'artista; si pensa all'eventuale ingestione di una chiave per liberarsi dalla cella della tortura, alla tularemia dovuta alla presenza di conigli nella sua casa e all'overdose di cocaina.
Prima della conclusione, il dottor House troverà la causa degli strani sintomi del prestigiatore.
Nel corso dell'episodio sono numerosi (e per nulla banali) i riferimenti all'illusionismo, e si vedono anche alcuni giochi di prestigio - tra cui la carta nel portafoglio e il mazzo lanciato contro il vetro con la carta scelta che lo attraversa.
Purtroppo gran parte dell'episodio è di difficile comprensione per chi non segue regolarmente la serie: nella parte che non riguarda il caso clinico, la natura dei rapporti tra i personaggi è difficile da cogliere e ciò rende l'episodio di non immediata fruibilità.
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