Il mio primo libro di magia si intitolava La magia delle carte (Hoepli, 1943). In questo breve video, lo ricordo con affetto e un pizzico di magia.

Per realizzare un video come questo, il materiale necessario è il seguente:

• Un Samsung Galaxy Tab
• Una videocamera
• Un quattro e un cinque di cuori
• Un cuore di stoffa
• Un pezzo di biadesivo

L’intera sequenza è filmata senza stacchi; l’editing video è riservato a ciò che avviene sullo schermo del Samsung Galaxy Tab, che deve simulare l’interazione con i vari “tocchi”. Il filmato che scorre sul tablet è composto da questi pochi frame, opportunamente montati su una sequenza temporale (io ho usato Adobe Premiere Pro):

Lo sfondo del Samsung Galaxy Tab
La schermata della app Transparency
Il cinque di cuori appoggiato al tappeto verde
...più ovviamente tutte le carte necessarie per la trasformazione in tre fasi del cinque in quattro di cuori.

Sul tappeto verde si appoggiano uno sull’altro, perfettamente allineati, il quattro e il cinque di cuori, in modo che sembrino una carta sola. Sul dorso del Samsung Galaxy Tab si fissa un pezzo di biadesivo. Sarà sufficiente appoggiare il tablet al cinque di cuori e vi aderirà immediatamente: quando lo si alzerà per rimuoverlo dal tappeto, porterà via con sé la carta superiore, lasciando in vista soltanto il quattro.

Poiché quello che scorre sul tablet non è un filmato interattivo, tutte le interazioni con il dito devono essere simulate, ed è quindi necessario allenarsi perché la sincronizzazione tra i movimenti della mano e le reazioni del tablet sia totale. Dopo aver finto di avviare l’applicazione Transparency e di cliccare sul suo pulsante centrale, la mano destra impalma un piccolo cuore di stoffa e finge di staccarlo dal centro della carta, nel momento preciso in cui una parte del disegno scompare dal video. Le dita della stessa mano “accarezzano” i due indici della carta, trasformando i 5 in 4. Alla fine, la mano si sposta sulla parte destra del tablet per spegnerlo e lo porta via. Grazie al biadesivo, la carta sembrerà essersi davvero trasformata nel quattro di cuori.

Il testo deve accompagnare le immagini ed essere sincronizzato con quello che avviene sul video: la parola “touch” è allineata al primo tocco, “le sue pagine mi presero il cuore” si sovrappone al gesto della mano che prende il cuore dalla carta, e così via.

Aggiunta una colonna sonora (io ho scelto il preludio in La maggiore di Chopin) e i titoli di coda, il video è pronto per essere caricato su YouTube.

L’ispirazione per questo filmato me l’ha data Marco Tempest, il miglior illusionista tecnologico del mondo. Sostenitore della necessità di condividere i metodi dell’arte magica per stimolare la creatività di chi lavora in questo campo, Marco ha coniato l’espressione Open Source Magic; all’Essential Magic Conference 2010 l’ha presentata con queste parole:

C’è ormai una comunità globale di prestigiatori e di studiosi che fanno ricerca nel campo della nostra arte per farla progredire. E proprio come avviene in ambito scientifico, credo sia una buona idea quella di condividere le nostre ricerche, le nostre conoscenze e metterle a disposizione degli altri maghi. Nella misura in cui si condividono le proprie ricerche, la magia può progredire più velocemente. Possiamo tutti contribuire a creare nuovi effetti magici per i prossimi millenni: userei l’espressione “Magia Open Source” per definire questo tipo di magia più interattiva e più coinvolgente, basata su una sempre maggiore collaborazione e condivisione dei risultati delle nostre ricerche

Qualche giorno fa, Marco ha pubblicato su YouTube questo spettacolare filmato in cui sono coinvolti tre Ipod sincronizzati, invitando i visitatori a realizzare video simili.

Una mia fotografia con Marco Tempest a New York

A proposito del suo video, visitato da più di un milione di persone in una settimana, ha scritto:

Inizialmente avevo concepito il video come una routine magica, ma dopo le prime riflessioni mi ha colto il sospetto che gli effetti magici distraessero eccessivamente dalla storia. Ho deciso di eliminare dall’equazione la domanda “Come ha fatto?” e virare su una routine più magica. L’obiettivo non era sfidare lo spettatore a domandarsi come avessi fatto: intendevo invece massimizzare l’impatto emotivo del messaggio attraverso un uso discreto dei miei dispositivi elettronici. La magia ha davvero la capacità di restituirci l’incanto. È un mezzo meraviglioso per comunicare un messaggio e raccontare una storia, e la tecnologia non è altro che un veicolo utile a catturare l’attenzione.

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