MARIANO TOMATISWONDER INJECTORScrittore e illusionista
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![]() Il tesoro di Ben Hammott? Game over Pubblicato lunedì 19 marzo 2012 • Scritto da Mariano Tomatis • PermalinkTrova il Santo Graal, l'Arca perduta e il mostro di Lochness. Poi confessa la burla e ammette che era tutto un gioco, scegliendo la stessa parola con cui l’avevo definito un anno fa. Per raccontare l’evoluzione del mito di Rennes-le-Château e del suo tesoro nascosto, nel marzo 2011 avevo usato la metafora del gioco infinito nell’accezione di James Carse. Nel 2003, dopo la pubblicazione de Il codice Da Vinci, il gioco era stato preso in mano da Bill Wilkinson, uno scrittore inglese che raccontò di aver trovato la tomba di una donna risalente al primo secolo, sepolta ai piedi della collina di Rennes-le-Château coperta da un drappo templare. Accanto a lei, alcune monete romane dell’epoca di Gesù e una coppa. Si trattava di Maria Maddalena e del Santo Graal? "L’uomo della tomba" (The Tombman) anagrammò il suo nome, e firmandosi Ben Hammott realizzò un gigantesco sito web, girò un film insieme a Renè Barnett e scrisse svariati libri sull’argomento. ![]() Apprezzando il risvolto ludico delle scoperte di Wilkinson, nel mio articolo ironizzavo sull’operazione dedicandole una sola riga: Alcuni produttori cinematografici affermano di aver trovato nei dintorni una tomba templare contenente il corpo della Maddalena, il Santo Graal, delle monete romane e reliquie di ogni tipo. Molti appassionati - anche italiani - avevano accolto con interesse le sue rivelazioni, attribuendo loro una certa credibilità. Tale costruzione mitologica, del tutto prevedibile secondo lo scenario del gioco infinito ma priva di fascino autentico e poco rispettosa dell’estetica del mito originario, mi aveva sempre lasciato piuttosto indifferente: intervistato sull’argomento, avevo risposto in modo vago alla rivista Fenix, dubitando che la mitologia eretta da Wilkinson avrebbe retto alla prova del tempo. Quel giorno è arrivato, e il 14 marzo 2012 Bill Wilkinson ha vuotato il sacco sul forum curato da Andy Gough. E per definire il ruolo dei tanti che l’hanno ingenuamente sostenuto, in linea con il modello da me proposto, ha scelto la metafora del gioco: Tutto ciò che ho detto di aver scoperto è una bufala, realizzata da me e da me soltanto. Nel frattempo, Wilkinson era riuscito nell’impresa di fotografare il mostro di Lochness e l’Arca dell’Alleanza. ![]() L'Arca dell'Alleanza (a sinistra) e il mostro di Lochness (a destra) in due fotografie di Bill Wilkinson Uno dei risvolti della vicenda è degno di nota: Wilkinson ha fatto crollare la grotta all’interno della quale aveva collocato i falsi resti di Maria Maddalena e le varie reliquie acquistate su Ebay. Nel cuore della collina di Rennes-le-Château, dunque, si trova oggi una grotta inaccessibile, che custodisce alcuni dei manufatti da lui piazzati ad arte per girare il suo film. Resti che un giorno verranno riportati alla luce da uno dei nostri pronipoti, magari tra alcuni secoli. Quel giorno, la storia di Wilkinson potrebbe essersi perduta nelle pieghe del tempo, e per gli archeologi del futuro non sarà facile spiegare la presenza di monete palestinesi nel cuore dei Pirenei, a poca distanza dal luogo dove visse il sacerdote che si arricchì grazie a un tesoro misterioso. Da oggi, grazie a Wilkinson, chi potrà dire che non c’è davvero un tesoro sorprendente ai piedi della collina di Rennes? Potrebbero interessarti anche:
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