Il primo mentalista che si esibì in un teatro italiano arrivava da Tolosa. Nel 1850 (1)  Auguste Lassaigne (1819-1887) era stato invitato a Torino dal tesoriere di Carlo Alberto di Savoia; gli avevano affidato una sala del Wauxhall, un centro culturale aperto nello stesso anno in via della Rocca che ospitava concerti, sale da ballo, un ampio giardino con fontana e alcune aree dove praticare giochi di società.

Wauxhall ossia Casino di ricreazione in Torino.
Incisione in rame di Giuseppe Maina.

Allo spettacolo l’artista dedicherà un capitolo della sua autobiografia. (2)  Secondo il resoconto fornito dal protagonista, oltre 200 persone applaudirono i suoi esperimenti di magnetismo animale, presentati insieme alla moglie ginevrina, la sonnambula Prudence Bernard.

Auguste Lassaigne (1819-1887) e Prudence Bernard.

Il pubblico, però, non fu unanime nel riconoscere le sue doti mesmeriche: la mattina successiva una commissione composta da sette/otto persone offrì alla donna 50 lire in cambio di una dimostrazione di magnetismo animale sotto controllo scientifico. L’atteggiamento scettico degli studiosi, però, indispettì la sonnambula: sotto il loro controllo la donna non riuscì a riprodurre nessuno degli esperimenti presentati in teatro e decise di restituire la somma.

L’incapacità a riprodurre le dimostrazioni finì sulle pagine del quotidiano torinese La Concordia, dove Lassaigne fu accusato di essere scappato dalla Francia a seguito di un identico fallimento davanti all’Accademia di Parigi. Molto adirato, il mentalista si difenderà nella sua autobiografia, usando il classico argomento “Testa-vinco-io-croce-perdi-tu”:

Ho citato questo episodio perché evidenzia molto bene la differenza che esiste tra il magnetismo e la prestidigitazione. Se usassi dei trucchi, la disposizione d’animo del soggetto e dei presenti non avrebbe alcuna influenza sull’esito degli esperimenti, che riuscirebbero sempre e comunque. Tutti gli esperimenti che ho fatto pubblicamente a Torino sono riusciti, e lasciando la città so di aver convinto molte persone dell’autenticità di questi fenomeni, che segnano l’aurora della religione del futuro. (3) 

Tra il pubblico c’era anche il magnetista milanese Francesco Guidi, che rimase piuttosto scosso dal miscuglio tra giochi di prestigio e esperimenti (apparentemente) autentici che componevano la messa in scena di Lassaigne. Tre anni dopo commenterà:

In Torino più volte ho assistito ai magnetici esperimenti [...] [del] signor Lassaigne [che] ebbe l’imperdonabile torto di mischiare in quelle sedute il vero al falso, il sacro al profano, i plateali esperimenti di prestigiazione ai scientifici esperimenti di magnetismo animale; e fece come varii magnetizzatori da oltremonte, i quali se non furono in tutto cerretani, ebbero in gran parte l’apparenza di essere giocatori di bussolotti, e fecero moltissimo danno alla causa del magnetismo. (4) 

Auguste Lassaigne non fece mistero di aver iniziato la propria carriera come prestigiatore, acquistando alcuni attrezzi truccati a Nimes (5)  e riscuotendo un crescente successo con giochi di prestigio ed esperienze di fisica dilettevole. Per un certo periodo lavorò insieme a Félicien Trewey (1848-1920), notissimo illusionista francese. (6) 

“La prestigiazione è la magia simulata. Il magnetismo è la magia realizzata.” (motto di Auguste Lassaigne).

Lassaigne passò al lato oscuro della forza a Libourne, dopo aver incontrato Prudence: quelle che prima erano presentate come esibizioni illusionistiche divennero esperimenti di magnetismo animale, messi in scena con l’aiuto della sonnambula che nel frattempo aveva sposato. Per meglio sottolineare il cambio di strategia narrativa, iniziò a utilizzare lo pseudonimo di Dr. Laurent. Anni dopo spiegherà che

C’è una differenza sostanziale tra la prestidigitazione e il magnetismo, perché il primo simula i miracoli che l’altro può davvero realizzare. Nella prestidigitazione basta sfruttare doppi fondi, compari e tavoli truccati; in una parola, è tutta questione di trucchi più o meno dissimulati che chiunque può imparare e, con un po’ di esercizio, mettere in scena. [...] Il sonnambulismo è un’altra cosa, trattandosi di una scienza sacra che accede più profondamente ai misteri della natura umana; i suoi fenomeni sono autentici miracoli, presentando i quali metto in scacco le menti più raffinate, incapaci di individuare il trucco che uso – in quanto non uso alcun trucco. (7) 

Ma Guidi non fu neppure il primo a evidenziare l’esistenza di trucchi nelle esibizioni di Auguste Lassaigne. Nel 1841 a Lille alcuni medici si erano accorti che Prudence si ungeva gli occhi prima di farsi bendare: così facendo le era più facile far scorrere il tessuto sugli occhi e sbirciare le cose che le mettevano di fronte, fingendo di vederle con una “seconda vista”. (8) 

Il percorso umano del mago dovette profondamente ispirare Gustavo Rol, la cui infanzia trascorsa a imparare giochi di prestigio fu il trampolino per un’identico tragitto verso le vette della (autocertificata, of course!) sensitività.

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Note

1. L’anno è incerto. Clara Gallini colloca il tour italiano nel 1848 nel suo La sonnambula meravigliosa, L’asino d’oro, Roma 2013, p. 91 ma il Vauxall non aprì fino al 1850. L’autobiografia di Lassaigne, pubblicata nel 1851, non specifica la data torinese ma colloca l’episodio dopo il settembre 1848.

2. Auguste Lassaigne, Mémoires d’un magnétiseur contenant la biographie de la somnambule Prudence Bernard, Ancienne Librairie Germer Baillière, Paris 1851, pp. 73-74.

3. Lassaigne 1851, p. 74.

4. Francesco Guidi, Trattato teorico-pratico di magnetismo animale considerato sotto il punto di vista fisiologico e psicologico, Tipografo Carlo Turati, Milano 1854, p. 219 (nota 1).

5. Lassaigne 1851, p. 20

6. Henry Ridgely Evans, “Treweyism”, The Open Court, N. 592, Vol. XIX, The Open Court Publishing Company, Chicago settembre 1905, p. 536.

7. Lassaigne 1851, pp. 44-45.

8. “A Hint to Magnetizers”, Provincial Medical & Surgical Journal, N. 47, Vol. II, London 21 agosto 1841, p. 426.

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