Nel 1986 Giovanni Imbalzano ha l’idea di suonare la Sindone. Partendo da una fotografia del volto, l’insegnante di fisica torinese converte l’immagine in grandi quadretti grigi:

Poi associa a ciascun pixel un numero proporzionale alla sua luminosità: il risultato è una lunga sequenza numerica. Dopo aver trasformato ogni numero in una nota musicale, Imbalzano realizza uno spartito musicale con cui... suonare la Sindone. Alla singolare esecuzione si presta Paolo Tarallo, musicista del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

Cliccando qui puoi ascoltare (o scaricare) il file MIDI della zona del mento dell’Uomo della Sindone.

Tarallo descriverà così l’operazione:

La traduzione in musica del volto dell’Uomo della Sindone costituisce indubbiamente, nella storia dell’arte musicale e della sua produzione, un caso singolare e straordinario. [...] Tutta la musica prodotta dall’uomo è sempre stata frutto della sua creatività. Per la prima volta invece ci troviamo di fronte a qualcosa che è musica, ma che l’uomo non ha né pensato né scritto. (1) 

Degno di John Cage, il risultato non viene presentato come performance artistica ma come ricerca “scientifica” al III Congresso Nazionale di studi sulla Sindone “La Sindone e la Scienza” organizzato dal Centro Internazionale di Sindonologia.

La prima parte dello “spartito”, espresso in termini matematici.

“Missaggio della Sindone” (2)  è l’articolo accademico (!) che descrive la procedura di “estrazione” della musica; individuando i pochi gradi di libertà dell’operazione, Imbalzano suggerisce che:

Un perfezionamento che potrebbe pur sempre apportarsi consiste nella scelta dello strumento, o del timbro musicale, che si può tuttavia restringere in relazione alla accettabilità delle note da riprodurre [...] La mia preferenza [...] è andata per un suono che, dopo un soffio di tromba, si inerpica come un violino e finisce per sostenersi come un organo, con un colorito solitamente efficace.

L’insegnante conclude che il risultato del suo lavoro va molto al di là di un’accozzaglia di note:

Il risultato musicale dello studio che ho condotto può farci meglio riflettere sulla genuinità del presente reperto [...] La Sindone, che come uno specchio non più tanto silenzioso racconta ciò che i due testimoni avevano visto, rappresenta essa stessa una autentica e autonoma testimonianza.


Note

1. Paolo Tarallo, “Problemi di traduzione musicale del volto dell’uomo della Sindone” in Pietro Coero-Borga e Gaetano Intrigillo (a cura di), La Sindone, Edizioni Paoline, 1986.

2. Giovanni Imbalzano, “Missaggio della Sindone” in Pietro Coero-Borga e Gaetano Intrigillo (a cura di), La Sindone, Edizioni Paoline, 1986.