Comunicare con le emoticon può creare malintesi – ma anche sorprendere. Hai mai ricevuto un messaggio del genere?

L’impazienza che traspare dalla traduzione letterale (“Non vedo l’ora”) trapela anche dal (piuttosto esiguo) risparmio di due caratteri: l’icona floreale al posto delle tre lettere di “ora” segnala un’attesa piena di trepidazione, cui non concedere neppure il tempo necessario per un messaggio troppo lungo. “Sintetizzo per non rubare un istante a questa condizione del cuore.”

L’idea che un girasole possa simboleggiare l’ora nasce in epoca barocca: Athananius Kircher (1602-1680) crede che il sole sia una calamita che attira la terra e vede nel girasole la forma di vita più sensibile a tale attrazione. I francesi usano una sola parola – aimant – per indicare l’amante e il magnete: lo sguardo di entrambi è sempre rivolto verso l’oggetto del loro amore.

Kircher arriva a concepire un orologio botanico, il cui motore biologico è proprio un girasole. (1) 

L’horoscopium bonanicum in Athananius Kircher, Magnes Sive De Arte Magnetica, Roma 1654, p. 508 (link 1 | link 2).

Il religioso credeva davvero in un progetto del genere? Roberto Buonanno lo dubita, suggerendo che – negli scritti di Kircher – il gusto per la Meraviglia prevalesse sugli intenti pratici.

Secondo i dettami della filosofia aristotelica, infatti, quella di suscitare lo stupore nell’interlocutore è una vera e propria tecnica didattica per permettere a chi ascolta di rendersi conto della propria ignoranza e iniziare così il percorso della conoscenza. (2) 

E forse la mia amica Giulia aveva in mente l’aimant magnete/amante quando, lo scorso 9 giugno in occasione del suo Matrimonio con Matteo, ha sfoggiato un girasole in versione “orologio da polso”...

Giulia, 9 giugno 2016.


Note

1. Athananius Kircher, Magnes Sive De Arte Magnetica, Roma 1654, p. 508 ( link 1 | link 2 ).

2. Roberto Buonanno, La fine dei cieli di cristallo: L’astronomia al bivio del ’600, Springer Science & Business Media, Milano 2010, p. 15.