Vanni Bossi

I giochi di prestigio di un sensitivo torinese

[A proposito di Gustavo Rol] è stato dichiarato […] che i suoi giochi di carte non hanno nulla a che vedere con quelli dei prestigiatori: frase che può essere solo pronunciata da persone che non hanno assolutamente conoscenza del repertorio cartomagico dei prestigiatori stessi. Pur con le varianti filosofiche apportate, questi giochi hanno ancora molto a che fare con quelli dei prestigiatori, oserei dire troppo… […] Dalla descrizione di essi risulta chiaro essere giochi del repertorio classico dei prestigiatori, anche se spesso vengono presentati con qualcosa che li differenzia (come ad esempio l’apparizione sulla faccia delle carte di messaggi dal contenuto filosofico-religioso) facendo meglio assumere loro l’aspetto di manifestazioni paranormali.

Un […] effetto attribuito a Rol è quello di far cambiare il valore di una carta stretta tra le mani di una persona: anche questo, anzi questo gioco è classicissimo, tanto è vero che è una delle cose che per prime si imparano avvicinandosi ai misteri della prestigiazione. È interessante notare che mentre il gioco viene descritto in modo che pare sia la persona che regge la carta ad averla scelta e messasela tra le mani, la realtà è che la persona l’ha scelta ma tra le mani gliel’ha posta Rol, anche se non viene detto. Questo non in mala fede da parte di chi lo dice o lo racconta ma perché l’episodio, eseguito da qualsiasi altro viene spesso ricordato e riferito in questo modo, dimenticandosi cioè quel piccolo particolare che ne cambia completamente l’ottica a vantaggio di chi lo esegue. […] Il gioco del mazzo di carte “congelato” nella brocca d’acqua […] presentato come un “miracolo”, è in realtà un bellissimo e spettacolare gioco di prestigio che io stesso eseguo da anni, con lo stesso effetto, ma senza dichiarare di possedere doti paranormali.

Il pubblico che assiste alle esibizioni di un paragnosta […] è un insieme di persone che credono e spesso questa situazione, oltre a favorire oltremodo […] la possibilità di frodare, permette di avere davanti a sé un pubblico praticamente acritico. Si crea un’altra situazione paradossale: grazie al fatto che queste persone “credono” in assoluto all’esistenza dei fenomeni paranormali, essi assistono alla seduta col preciso scopo di osservare delle cose predeterminate, con lo stato d’animo di chi sa che una eventuale ostilità potrebbe mettere in serio pericolo di non riuscita la seduta, aperti quindi e bendisposti a sottoporsi alle condizioni imposte dal medium, pena il non assistere al “miracolo”. Inoltre non partecipano per scoprire se il medium bara o no, ma solo per essere testimoni e compartecipi di quanto egli fa. Quello che infastidisce maggiormente è la facilità con la quale queste persone in seguito avallano quanto visto, garantendo l’assoluta mancanza di trucchi.

  Fonte Vanni Bossi, Parapsicologia: un po’ di verità e tante truffe, Landoni, Legnano 1978.

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