Mariano Tomatis

La Via Crucis sul Musinè

Nel 1854, quando a Torino scoppiò il colera, le donne della famiglia Savoia si trasferirono a Caselette per tenersi lontane dal morbo. A ospitarle nel suo castelletto fu Carlo Alberto Cays (1813-1882), uomo dalla vita rocambolesca: vedovo con un figlio, diventerà parlamentare e poi sacerdote salesiano. (1) 

Nell’estate di quell’anno iniziò la costruzione di una Via Crucis che accompagnava i pellegrini alla chiesetta di Sant’Abaco. Il lavoro fu completato nel 1857. Ognuna delle quattordici edicole riporta i nomi dei benefattori che ne finanziarono l’erezione. Apre il percorso una quindicesima edicola dedicata alla Vergine della Consolata.

Don Bosco ricorderà i lavori con rapimento estatico – ma se i nomi di chi finanziò l’opera sono giunti fino a noi, di chi si spezzò la schiena si dice solo l’esser “lieti”, “freschi” e “contenti”:

randi e piccoli, giovani e vecchi, uomini e donne, tutti accorsero per quanto le loro forze il permisero. Era commovente spettacolo, allorchè dovevano farsi pesanti, faticosi trasporti o di pietre, o di mattoni, o di travi, o di tegole, o di calce, o di sabbia, o di acqua. Comune era lo slancio, la gioia, e la prontezza con cui tutti andavano a gara per faticare sotto al peso delle indossate materie, ripetere più volte la faticosa salita, sempre lieti, sempre freschi, sempre contenti. (2) 

La Via Crucis di Caselette in una cartolina d’epoca.

La Via Crucis offre un primo incontro con i misteri della montagna. Scrive Danilo Tacchino:

n un’antica edicola della via Crucis che dal campo sportivo di Caselette giunge alla chiesetta di Sant’Abaco […] vi è un affresco di San Grato […] che sembra seguire con meraviglia gli spostamenti di un oggetto luminoso con scia, sospeso in cielo, che pare segua una traiettoria non lineare. (3) 

Ecco un’immagine di San Grato, invocato come protettore dalla folgore – la cui scia segue effettivamente una traiettoria non lineare…

Litografia Verdoni, Torino (~1875).

Approfondimenti

Note

1. La biografia che ne tracciò don Bosco non fa mistero della sua difficoltà a rispettare i voti di castità: “Ad onor del vero dobbiamo tuttavia notare che nei primi giorni il conte Cays fu assalito da una grave tentazione contro il suo proposito. […] Don Bosco udito i suoi dubbii, timori e pene, si accorse tosto che il Conte trovavasi alle prese colla natura ricalcitrante e col demonio seduttore.” in Don Giovanni Bosco, Biografie dei Salesiani defunti nel 1882, 1883. Leggi qui il resoconto della battaglia di Cays con il demonio.
2. Don Bosco, Una famiglia di martiri, Tipografia Paravia, Torino 1861, pp. 71-72.
3. Danilo Tacchino, Torino. Storia e misteri di una provincia magica, Edizioni Mediterranee, Roma 2007, p. 162.

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