Mariano Tomatis

Nina e la corsa a zig-zag

L’ultimo catalogo di Banksy si intitola «Sei una minaccia di livello accettabile. Se non lo fossi, lo sapresti.»

Il titolo mi è tornato in mente durante la mia ricerca di una scena madre per il Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario: cercavo un momento simbolico, un gesto epico su cui fondare un’esplorazione sistematica delle potenzialità politiche e militanti della magia.

Prima di me, dando vita alla Lega Nord, Umberto Bossi si era posto lo stesso problema: per disegnarne il simbolo si era ispirato ad Alberto da Giussano – il leggendario soldato che difendeva la Lega Lombarda dall’imperatore Barbarossa. Io ero alla ricerca di un personaggio o un evento altrettanto epico... e l’ho trovato. Ma non leggendo Omero, la Bibbia o il ciclo di Re Artù; l’ho trovato in un provvedimento di custodia cautelare: un documento che fa riferimento a fatti accaduti a La Maddalena di Chiomonte il 9 settembre 2011, nell’ambito della lotta contro il TAV in Val di Susa.

La protagonista dell’atto eroico è Nina, una ragazza di Avigliana. Il provvedimento dice che la giovane è accusata di

ver cagionato al commissario S. [...] lesioni personali lievi giudicate guaribili in gg. 8, costringendo lo stesso a un repentino cambio di direzione di corsa dopo averla afferrata per lo zaino. (1) 

Hai letto bene. Una delle accuse che hanno portato in carcere una mia coetanea è stata quella di aver corso a zig-zag.

Trovo il dettaglio grottesco e sublime al tempo stesso.

Nina ha giocato sul limite di Banksy tra quello che è accettabile e quello che non lo è – e grazie a lei, oggi sappiamo che correre a zig-zag non è accettabile. E non lo è perché è imprevedibile. Perché quello che il potere non può prevedere, non lo può controllare.

Uso la categoria del “sublime” per due motivi. Intanto perché in un’immagine racchiude la forza principale del movimento No TAV. Basta pensare agli spazzini che chiudono ogni corteo, per lasciare pulite le strade su cui si sfila. È un’immagine totalmente spiazzante.

Gli spazzini che chiudono ogni corteo No TAV.

Guardandoli, i passanti sono costretti a chiedersi: ma costoro sarebbero i terroristi di cui parlano i giornali? Questo è andare a zig-zag. Sorprendere, spiazzare, stupire.

Il secondo motivo è che la magia fa esattamente lo stesso: sorprende, spiazza, stupisce. Ecco come agisce la tecnica dello zig-zag.

La tecnica dello zig-zag

A sinistra uno dei problemi tipici è il litigio continuo. Prendi una striscia di carta e chiudila su se stessa con del nastro adesivo. Hai appena fondato un tipico circolo di sinistra. Con un paio di forbici, ritaglia lungo la linea rossa: mentre lo fai, pensa che stai incarnando una delle infinite discussioni che portano alla scissione.

Ti ritroverai con una perfetta fotografia della realtà: dove c’era un circolo, ora i circoli sono diventati due. Ovviamente puoi ripetere la procedura con ciascuno dei due cerchi: in questo modo, come in una perversa mitosi cellulare, da due passerai a quattro circoli, poi otto, sedici e così via...

Finora al movimento No TAV questo non è successo. Perché conosce la tecnica dello zig-zag. Vuoi vederla in azione? Prendi un’altra striscia: questa volta rappresenterà il movimento No TAV. Invece di chiuderla come hai fatto prima, falle fare mezzo giro – realizzando la cosiddetta “chiusura a zig-zag”.

Ora, sempre usando le forbici, ritaglia lungo la linea rossa centrale (ti sarà appena più difficile). Mentre lo fai, pensa che stai incarnando i continui attacchi da parte dei media, che cercano di indebolire il movimento invocando delle scissioni – tra i buoni e i violenti, tra i grillini e quelli di SEL, tra anarchici e autonomi...

Non voglio rovinarti la sorpresa: usa carta e forbici per scoprire cosa succede a cercare di dividere un movimento che ha imparato a muoversi a zig-zag. E quando avrai completato il taglio, pensa insieme a me: “Col cacchio che a noi ci dividete: al massimo diventiamo più grandi!”

Approfondimenti

Per il singolare processo creativo che ha portato alla sua creazione, questo è il primo effetto magico della storia ispirato a un provvedimento di custodia cautelare. “La corsa a zig-zag” è una pillola dal Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario da me presentata per la prima volta il 12 luglio 2014 a Bussoleno insieme a Wu Ming 1.

Questo gioco è citato tra le pagine del libro di Wu Ming 1, Un viaggio che non promettiamo breve:

Wu Ming 1, Un viaggio che non promettiamo breve, Einaudi, Torino 2016, p. 382.

Note

1. Cit. in Livio Pepino e Marco Revelli, Non solo un treno... La democrazia alla prova della Val Susa, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2012, p. 146.

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