La diffidenza della Chiesa Cattolica

La Chiesa Cattolica ha espresso più volte diffidenza di fronte al messaggio di Gustavo Rol. Secondo la prassi abituale della Chiesa la tesi spiritica è l’ultima che si deve prendere in considerazione, e solo quando tutte le altre si sono dimostrate inapplicabili. Per “prassi della Chiesa” si fa riferimento alle righe dell’Enciclopedia Cattolica dei primi anni cinquanta, voce “Fede”, p. 1092, paragrafo “Diritti e doveri della ragione di fronte alla fede”:

Alla base di tutto l’apparato apologetico, filosofico - storico, della teologia cattolica e dell’estrema prudenza con la quale la Chiesa procede nell’accertamento di qualunque manifestazione soprannaturale di Dio, sta il principio: factum supernaturale non praesumitur sed probandum est [la soprannaturalità deve essere provata] Contravvenire a questo principio è peccare contro la fede per eccesso, e significa aprir la porta a tutte le superstizioni.

Apertura alle superstizioni fortemente auspicata da Gustavo Rol in un nastro registrato da Giuditta Dembech in cui affermava testualmente: «La superstizione ha un valore immenso!»

Opinione di un esorcista

Il salesiano don Giuseppe Capra, rappresentante degli esorcisti di Torino e Piemonte, si lamentò - sulle pagine de La Stampa (26 giugno 2003) - che Rol avesse rifiutato non soltanto l’esame della scienza, ma anche quello della Chiesa:

Visto che in questo momento molti parlano di Gustavo Rol, penso non sia di troppo il parere di un esorcista, dato che la nostra Diocesi ha una buona tradizione in materia ed ha avuto figure di grande rilievo che non furono mai consultate da Rol.

Purtroppo il nostro parere è che Gustavo Rol, troppo sicuro di sé e superiore a ogni esame di esperti della scienza ufficiale, di parapsicologia e di illusionismo, non abbia neppure cercato un esame “teologico e spirituale”, accontentandosi di qualche generica amicizia con sacerdoti che lo vedevano recarsi al Santuario della Consolata.

Essendo rimasto nell’ambiguità, che avrebbe potuto superare, è diventato un personaggio fin troppo ammirato ed esaltato dal mondo della magia, spiritismo e medianità col quale non voleva avere nulla a che fare; basti pensare ai suoi funerali trasmessi da una televisione privata in cui si vedevano schierati tutti i maghi, medium, cartomanti, sensitivi che non sono certo dei “benefattori” della povera gente sofferente; uno di questi personaggi avrebbe detto recentemente di “…avere ereditato lo spirito di Gustavo Rol e di esserne la reincarnazione spirituale…” con tutte le redditizie conseguenze…!

Che l’aureola che si era diligentemente creata non rendesse qualche vantaggio nella vendita di quadri e pezzi di antiquariato, è tutto da dimostrare e comunque ci sono persone che tengono di più alla gloria che al denaro.

Se si riteneva “una grondaia” del mondo spirituale poteva, da buon cattolico come viene definito, farsi esaminare: ci sono dei classici trattati del discernimento degli spiriti che funzionano ancora molto bene, per vedere da quali spiriti riceveva i suoi “doni” e in quanto alla comunicazione con la moglie defunta e con altre persone defunte è certamente in contraddizione con il pensiero della Bibbia e della Chiesa.

N.B.: Ottimo per un buon discernimento “laico” mi pare il volume di Mariano Tomatis, Rol: Realtà O Leggenda?, Avverbi, Roma 2003. (1) 

La lettera rifiutata

L’11 aprile 2003 don Giuseppe Capra inviava una lettera ad un diffuso settimanale piemontese esprimendo dubbi simili. La lettera non fu pubblicata, “perché a *** parlano molto bene di Rol”. Eccola in versione integrale.

Su [Rol] sono stati scritti molti libri; è un personaggio circondato da molto mistero, quindi si può continuare a scrivere ancora molto di lui.

Nel numero 47 di gennaio-febbraio della rivista Scienza e Paranormale del CICAP sono usciti su Rol articoli interessanti di Piero Angela, Piero Cassoli, Massimo Manca e Mariano Tomatis; mi paiono molte raccomandabili per chi volesse fare un discernimento un po’ più rigoroso su questo personaggio troppo sfuggente e troppo sfruttato, anche a fini poco encomiabili come l’esercizio di poteri occulti, medianici, magici per sfruttare il dolore e la confusione della povera gente; una TV ne aveva trasmesso i funerali e, guardando, si aveva l’impressione che non mancasse nessuno di questi personaggi, sensitivi, cartomanti e medium, con cui diceva di non volersi riconoscere; uno di loro diffonde addirittura una croce d’oro con intrecciata una “R” sostenendo che è una materializzazione dovuta allo spirito di Rol e, naturalmente, non la regala.

L’articolo del giornalista *** va bene finché parla della vita di Rol, sottotenente e poi capitano degli Alpini e poteva anche parlare di altri aspetti molto interessanti della sua vasta cultura storica, artistica e poetica, invece non capisco l’insistenza a volerlo dichiarare santo; forse per sfuggire aila temuta definizione di “occultista”?

Lo scrivere: “…si può affermare che abbia vissuto una santità laica per quanto ha fatto agli umili, indigenti e sofferenti… La sua religiosità devozionale e pastorale esprimeva meno razionalità (?) ma, in compenso, più amore…”.

Mi viene da pensare ad un contemporaneo del dott.Rol, Pier Giorgio Frassati. a cui si addice meglio il titolo di “santo laico”, che detestava totalmente la vita di salotto e preferiva vivere di fatto tra i poveri e i malati, o in preghiera e studio del Catechismo, il quale non avrebbe mai ammesso che: “…divinazione ed evocazione dei morti potessero essere strumenti artistici al fine del bene altrui…”. noto come Gustavo Adolfo Rol sfuggiva a esami e controlli scientifici e parapsicologici e forse anche ad un discernimento teologico-spirituale.

Massimo Introvigne, in un articolo apparso sul a 299 di maggio-giugno 2000 su Cristianità dopo ampia citazione e riflessione conclude:

Gustavo Adolfo Rol è ora affidato alla misericordia di Dio, e piace credere che questa saprà apprezzare le sue intenzioni, presumibilmente buone. Le dottrine a cui fatalmente si accosta chi approfondisce la sua figura appartengono invece, al di là dei suoi personali desideri, a una tradizione ”metaphysical”, nel senso anglosassone, ed esoterica, certo meritevole di essere studiata come componente importante della cultura occidentale moderna, ma altrettanto certamente alternativa rispetto alla fede della Chiesa Cattolica.

Note

1. L’ultimo paragrafo era contenuto nella lettera inviata da don Capra al giornale ed è stato omesso da La Stampa.

Tutto il materiale di questo sito è distribuito con Licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0