Vanni De Luca è campione italiano di mentalismo 2015

Il concorso organizzato giovedì 26 novembre 2015 nell’ambito del Torino Mind Festival è stato vinto da uno straripante Vanni De Luca, la cui performance ha toccato in me corde emotive profonde. Da scrittore, la mia soddisfazione più grande è quella di assistere a qualcosa di cui le mie pagine sono state una remota ispirazione.

Sulle pagine del mio Te lo leggo nella mente (2013) racconto la storia dimenticata di Harry Kahne (1894-1955). All’inizio del Novecento i giornali non esitavano a chiamarlo “sensazionale mentalista” e “la più grande meraviglia mentale della storia”. All’inizio dei suoi spettacoli, spiegava che le persone normali usano solo il 10% del cervello e che con un po’ di allenamento si può arrivare a utilizzarlo completamente. Con queste premesse, dimostrava di saper scrivere cinque frasi diverse contemporaneamente su altrettante lavagne, tenendo i gessetti con le mani, i piedi e la bocca; memorizzare in pochi secondi venti parole associate ad altrettanti numeri; compilare a richiesta quadrati magici basati su numeri scelti dal pubblico.

Due anni fa l’attuale campione italiano di mentalismo incontra Harry Kahne tra le mie pagine e oggi decide di riproporne le meraviglie a un secolo di distanza. Sul palco del Teatro Atlantic di Borgaro Torinese (TO) Vanni De Luca ha risolto un cubo di Rubik, compilato un quadrato magico sulla base di una radice scelta da uno spettatore e recitato una lunga sequenza di terzine tratte dalla Divina Commedia a partire da un verso scelto a caso.

Vanni De Luca

Riportare nell’ambito del mentalismo una performance praticamente dimenticata, restituirla alla vita in chiave italiana (con la scelta di Dante) e proporla di fronte a una giuria è un gesto coraggioso, che sfida le convenzioni e costringe ad allargare lo sguardo all’intero Novecento, quando le “meraviglie multiple” di Harry Kahne erano esibizioni di mentalismo a tutti gli effetti. L’esperimento presentato non consente di prendere alcuna scorciatoia: Vanni ha dovuto imparare a memoria la Divina Commedia verso per verso, conquistando un piedistallo su cui nessun collega potrà facilmente raggiungerlo; in un’arte che mette al centro l’inganno e l’approccio laterale, figure come quella dell’attuale campione di mentalismo sono particolarmente perturbanti, fonte di fascino - per le capacità che la mente umana è in grado di raggiungere senza alcun artifizio - ma anche di frustrazione, per la strada troppo lunga che separa tutti gli altri artisti da quel tipo di performance; l’irruzione di un numero teatrale “vero” in un contesto costruito in gran parte sull’illusione genererà scintille nella comunità di appassionati!

Mariano Tomatis

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