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 | Nacim DJAMA Lazare, Véni Foras! Prefazione del ri-editore Indagini su Rennes-le-Château, N. 8, gennaio 2007, p. 406.Allegato all’edizione 1978 del libro attribuito ad Henri Boudet Traduzione di Domenico Migliaccio |
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 | Lodovico DOLCE Dialogo nel quale si ragiona del modo di accrescere e conservar la memoria Venezia 1562.Uno dei principali trattati mnemotecnici del Rinascimento italiano. Lodovico Dolce traspone, in una forma dialogica ispirata al De Oratore di Cicerone, i principi di ars memorativa contenuti nel Congestorium artificiosae memoriae (1520) del domenicano tedesco Johannes Romberch, trattato da cui riprende anche numerose xilografie. L'autore, che dichiara espressamente tale debito, senza apportare innovazioni importanti alla mnemotecnica, compie un interessante sforzo di adattare le tecniche tedesche alla cultura italiana, per esempio utilizzando - quali guide mnemoniche - Dante e le figure mitologiche presenti nella pittura di Tiziano. |
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 | Giovanni DOLCETTI Le bische e il giuoco d'azzardo a Venezia (1172-1807) Aldo Manuzio, Venezia 1903.Ricostruzione storica del gioco d'azzardo nella città di Venezia dal Medioevo ai primi anni dell'Ottocento. |
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 | Alsdorf DONALD HOLMES Some modern conjuring: a series of original experiments in the magic art Self published, 1909.Primo di una serie di tre pubblicazioni di illusionismo, include diversi effetti magici con foulard e bandiere - e in generale apparizioni, trasposizioni e cambi di colore di vari oggetti. La serie di Holmes si completa dei seguenti due titoli: New Card Tricks e Tricks With Prepared Cards. |
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 | Alsdorf DONALD HOLMES The Magic Art Self published, 1920.Descritto nella prefazione come "primo libro di una serie", in realtà non ebbe seguito. Il testo si fregia di un saggio sulla storia della magia firmato da Henry Ridgely Evans e di una trattazione iniziale incentrata sull'impiego di vari apparati utili al prestigiatore (tavolini speciali, serventi, black art, oggetti per apparizioni e cambi). Completa il testo un capitolo sull'allestimento di uno spettacolo e sulla presentazione degli effetti. |
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 | Alsdorf DONALD HOLMES Donald Holmes' bag o' tricks 1923. |
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 | Alfred DONNÈ Mademoiselle Pigeaire. Somnambulisme et magnétisme animal Soulas-Amoudry, Noyon 1838. |
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 | Alfred DONNÈ Madamigella Pigeaire La fama, Milano 3 agosto 1838.Articolo su Léonide Pigeaire, chiaroveggente di Montpellier. |
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 | François Amédée DOPPET Traité théorique et pratique du magnétisme animal Jean-Michel Briolo, Torino 1784.Pubblicato nel 1784 a Torino presso Jean-Michel Briolo, nel pieno delle polemiche parigine sul magnetismo animale, il trattato del medico savoiardo François-Amedée Doppet costituisce il primo manuale inteso a istruire il pubblico non solo nelle dottrine ma anche nelle pratiche elaborate da Franz Anton Mesmer. Questi, come è noto, da una cosmologia basata sull’esistenza di un fluido universale che avrebbe pervaso l’universo ponendone in comunicazione le parti faceva discendere una terapia fondata sul ripristino della corretta circolazione del fluido stesso, la cui alterazione era ritenuta la causa fondamentale di ogni malattia. Il singolare percorso intellettuale di Dopppet l’avrebbe ben presto portato a ripudiare il mesmerismo, cui si era accostato nella variante eclettica e moderata promossa dall’allievo-rivale di Mesmer, Charles Deslon. Già il testo del 1784, peraltro, infrange programmaticamente il segreto che Mesmer aveva posto sulle sue scoperte. Esso rappresenta dunque un momento significativo della storia di un movimento, quello mesmerista, di cui la storiografia va sempre più evidenziando le molteplici sfaccettature, e rivela la stretta circolazione fra Francia e Italia dei relativi dibattiti. Il libro è disponibile anche in traduzione italiana (Rimini 1785). |
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 | François Amédée DOPPET Trattato teorico e pratico del magnetismo animale Giacomo Marsoner, Rimini 1785.Traduzione italiana del Traite theorique et pratique du Magnetisme Animal (1784) pubblicato a Torino presso Jean-Michel Briolo, nel pieno delle polemiche parigine sul magnetismo animale. Il trattato del medico savoiardo François-Amedée Doppet costituisce il primo manuale inteso a istruire il pubblico non solo nelle dottrine ma anche nelle pratiche elaborate da Franz Anton Mesmer. Questi, come è noto, da una cosmologia basata sull’esistenza di un fluido universale che avrebbe pervaso l’universo ponendone in comunicazione le parti faceva discendere una terapia fondata sul ripristino della corretta circolazione del fluido stesso, la cui alterazione era ritenuta la causa fondamentale di ogni malattia. Il singolare percorso intellettuale di Dopppet l’avrebbe ben presto portato a ripudiare il mesmerismo, cui si era accostato nella variante eclettica e moderata promossa dall’allievo-rivale di Mesmer, Charles Deslon. Già il testo del 1784, peraltro, infrange programmaticamente il segreto che Mesmer aveva posto sulle sue scoperte. Esso rappresenta dunque un momento significativo della storia di un movimento, quello mesmerista, di cui la storiografia va sempre più evidenziando le molteplici sfaccettature, e rivela la stretta circolazione fra Francia e Italia dei relativi dibattiti. |
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