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Will GOLDSTONE

Card & ball tricks with patter

1916.

Piccola raccolta di giochi di prestigio professionali con carte da gioco e palline.

Will GOLDSTONE

Magic for the forces: effective tricks easily learned

1918.
Will GOLDSTONE

Easy magic with patter

1919.
Innocenzo GOLFARELLI

La sensibilità considerata nei suoi rapporti col magnetismo

Il Libero Pensiero. Giornale dei razionalisti, N. 14, Tipografo Editore F. Gareffi, Milano 7 aprile 1870, pp. 213-216.
Arthur GOOD e Tom TIT

Magical experiments or science in play

Worthington co., New York 1892.
John Mason GOOD, Olinthus GREGORY e Newton BOSWORTH

Pantologia. A new cyclopædia

Vol. V, London 1813, p. 266.

Voce "Girl (invisible)" sull'enciclopedia Pantologia.

Jean-Baptiste GOURIET

Les charlatans célèbres, ou Tableau historique des bateleurs, des baladins, des jongleurs, des bouffons, des opérateurs, des voltigeurs, des escamoteurs, des filous, des escrocs, des devins, des tireurs de cartes, des diseurs de bonne aventure

Vol. 1, Lerouge, Paris 1819.

Primo volume della seconda edizione di una storia del ciarlatanesimo nella città di Parigi. Alle pp. 241-63 ricostruisce vita e opere del conte di Cagliostro.

Jean-Baptiste GOURIET

Les charlatans célèbres, ou Tableau historique des bateleurs, des baladins, des jongleurs, des bouffons, des opérateurs, des voltigeurs, des escamoteurs, des filous, des escrocs, des devins, des tireurs de cartes, des diseurs de bonne aventure

Vol. 2, Lerouge, Paris 1819.

Secondo volume della seconda edizione di una storia del ciarlatanesimo nella città di Parigi. A p. 323 racconta alcuni aneddoti su Pinetti. Vi compaiono anche i dimostratori ambulanti Miette e Maillot.

Felice GOVEAN e Alessandro BORELLA

I misteri di Torino scritti da una penna in quattro mani

Claudio Perrin, Torino 1849.

I misteri di Torino uscì anonimo nel 1849; a firmarlo furono Felice Govean e Alessandro Borella, massoni e fondatori (nel 1848) della Gazzetta del popolo. La seconda edizione uscì nel 1850 e la terza nel 1861, quando si era preferito il titolo più completo e più significativo di Misteri di Torino ossia rivelazione degli intrighi, delle cospirazioni e mène dei gesuiti e sanfedisti contro i liberali nel Piemonte, prima, e durante la guerra del 1848. I "misteri" del libro sono eminentemente "misteri politici", infarciti di notazioni antigesuite derivate dal giobertiano Gesuita Moderno (i Gesuiti sono individuati come i principali responsabili dei mali della società subalpina) e di accenti di viva simpatia per la sinistra radicale. Dopo un preambolo di cui è protagonista Santorre di Santarosa a Sfacteria, le vicende vanno dal settembre 1847 alla battaglia di Custoza del luglio 1848, con un accenno alla definitiva sconfitta del marzo seguente a Novara e all'esilio di Carlo Alberto ad Oporto. Le litografie sono pregevoli per accortezza descrittiva e documentaria. L’anticlericalismo si afferma come tema centrale nei misteri italiani, anche se per Les Mystères de Paris (che compare in un'illustrazione nell'edizione 1849) non si trattava di un argomento rilevante. Torino, nel romanzo, è il luogo in cui il liberalismo e gli ideali del progresso politico si scontrano con un oscurantismo clericale ipocrita, caratterizzato dal desiderio privo di scrupoli di aggrapparsi al potere a tutti i costi anche ricorrendo al crimine, mentre i giovani liberali progressisti sono caratterizzati dagli ideali elevati e dal patriottismo nobile. Non c’è traccia di conflitto tra le classi: il conflitto resta all’interno delle classi superiori, e le classi inferiori sono utilizzate solo come mezzi.

Felice GOVEAN e Alessandro BORELLA

I misteri di Torino scritti da una penna in quattro mani

Claudio Perrin, Torino 1850 (I ed. 1849).

I misteri di Torino uscì anonimo nel 1849; a firmarlo furono Felice Govean e Alessandro Borella, massoni e fondatori (nel 1848) della Gazzetta del popolo. La seconda edizione uscì nel 1850 e la terza nel 1861, quando si era preferito il titolo più completo e più significativo di Misteri di Torino ossia rivelazione degli intrighi, delle cospirazioni e mène dei gesuiti e sanfedisti contro i liberali nel Piemonte, prima, e durante la guerra del 1848. I "misteri" del libro sono eminentemente "misteri politici", infarciti di notazioni antigesuite derivate dal giobertiano Gesuita Moderno (i Gesuiti sono individuati come i principali responsabili dei mali della società subalpina) e di accenti di viva simpatia per la sinistra radicale. Dopo un preambolo di cui è protagonista Santorre di Santarosa a Sfacteria, le vicende vanno dal settembre 1847 alla battaglia di Custoza del luglio 1848, con un accenno alla definitiva sconfitta del marzo seguente a Novara e all'esilio di Carlo Alberto ad Oporto. Le litografie sono pregevoli per accortezza descrittiva e documentaria. L’anticlericalismo si afferma come tema centrale nei misteri italiani, anche se per Les Mystères de Paris (che compare in un'illustrazione nell'edizione 1849) non si trattava di un argomento rilevante. Torino, nel romanzo, è il luogo in cui il liberalismo e gli ideali del progresso politico si scontrano con un oscurantismo clericale ipocrita, caratterizzato dal desiderio privo di scrupoli di aggrapparsi al potere a tutti i costi anche ricorrendo al crimine, mentre i giovani liberali progressisti sono caratterizzati dagli ideali elevati e dal patriottismo nobile. Non c’è traccia di conflitto tra le classi: il conflitto resta all’interno delle classi superiori, e le classi inferiori sono utilizzate solo come mezzi.

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