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Daniel SCHWENTER

Deliciae Physico-mathematicae oder Mathematische und Philosophische Erquickstunden

Verlegung Jeremiae Dümlers, Nürnberg 1651.

Ampia raccolta di giochi di prestigio e prodigi tecnici elaborati nell'ambiente dei gesuiti tedeschi, il cui principale esponente fu padre Athanasius Kircher. L'autore Daniel Schwenter è spesso citato tra gli allievi del gesuita che aveva installato il suo museo delle meraviglie a Roma presso il Collegio Romano. Questo libro presenta la descrizione accurata di molti degli exhibit conservati nel museo, tra cui il celebra "libro che si colora" (Blow book).

Daniel SCHWENTER

Deliciae Physico-mathematicae oder Mathematische und Philosophische Erquickstunden

Harsdörffer, Georg Philipp, Nürnberg 1677 (I ed. 1636).

Seconda edizione di un trattato tedesco di giochi di prestigio ed esperimenti di fisica dilettevole. A p. 523 descrive il metodo per realizzare un libro magico che si presenta diverso quando viene sfogliato in maniera opportuna ("Blow Book").

Daniel SCHWENTER

Deliciae Physico-mathematicae oder Mathematische und Philosophische Erquickstunden

Vol. 3, Verlegung Jeremiae Dümlers, Nürnberg 1692.
Reginald SCOT

The Discoverie of Witchcraft

London 1584.

Il trattato che Reginald Scot scrisse dopo aver assistito, in qualità di Giudice di Pace, a un processo di stregoneria a Rochester. Visti i supplizi cui fu condannata l'imputata Margaret Simons, Scot decise di intraprendere una vasta indagine sui tecnicismi attraverso cui produrre effetti straordinari che escludono l'intervento diabolico - oggetto delle accuse mosse alla povera strega. Con la guida di un mago francese di nome Cautares, Reginald Scot realizzò la monumentale opera sulla stregoneria che entrerà nella storia come il primo testo in lingua inglese ad occuparsi di giochi di prestigio. Scritto con l'esplicito intento di mettere in guardia da un'applicazione troppo facile dell'aggettivo "diabolico" ai fenomeni magici, il libro sulla stregoneria di Scot subì le stesse conseguenze cui andavano incontro le streghe dell'epoca: re Giacomo VI di Scozia, di indole molto superstiziosa, ne fece bruciare quasi tutte le copie in circolazione. Tra i giochi descritti compare anche il "Blow Book", il libro che cambia aspetto se sfogliato in modi diversi (p. 343).

Reginald SCOT

The Discoverie of Witchcraft

Giles Calvert, London 1651 (I ed. 1584).

Edizione 1651 del trattato che Reginald Scot scrisse dopo aver assistito, in qualità di Giudice di Pace, a un processo di stregoneria a Rochester. Visti i supplizi cui fu condannata l'imputata Margaret Simons, Scot decise di intraprendere una vasta indagine sui tecnicismi attraverso cui produrre effetti straordinari che escludono l'intervento diabolico - oggetto delle accuse mosse alla povera strega. Con la guida di un mago francese di nome Cautares, Reginald Scot realizzò la monumentale opera sulla stregoneria che entrerà nella storia come il primo testo in lingua inglese ad occuparsi di giochi di prestigio. Scritto con l'esplicito intento di mettere in guardia da un'applicazione troppo facile dell'aggettivo %u201Cdiabolico%u201D ai fenomeni magici, il libro sulla stregoneria di Scot subì le stesse conseguenze cui andavano incontro le streghe dell'epoca: re Giacomo VI di Scozia, di indole molto superstiziosa, ne fece bruciare tutte le copie in circolazione. Fortunatamente alcuni esemplari si salvarono dai roghi, costituendo oggi un documento di inestimabile valore non soltanto dal punto di vista artistico: per l'epoca in cui venne pubblicato si trattò, infatti, di uno dei più illuminati tentativi di un uso della ragione in ambito giudiziario, ben due secoli prima dello storico Dei delitti e delle pene (1763) di Cesare Beccaria.

Reginald SCOT

The Discoverie of Witchcraft

Elliot Stock, London 1886 (I ed. 1584).

Ristampa del 1886 del trattato che Reginald Scot scrisse dopo aver assistito, in qualità di Giudice di Pace, a un processo di stregoneria a Rochester. Visti i supplizi cui fu condannata l'imputata Margaret Simons, Scot decise di intraprendere una vasta indagine sui tecnicismi attraverso cui produrre effetti straordinari che escludono l'intervento diabolico - oggetto delle accuse mosse alla povera strega. Con la guida di un mago francese di nome Cautares, Reginald Scot realizzò la monumentale opera sulla stregoneria che entrerà nella storia come il primo testo in lingua inglese ad occuparsi di giochi di prestigio. Scritto con l'esplicito intento di mettere in guardia da un'applicazione troppo facile dell'aggettivo “diabolico” ai fenomeni magici, il libro sulla stregoneria di Scot subì le stesse conseguenze cui andavano incontro le streghe dell'epoca: re Giacomo VI di Scozia, di indole molto superstiziosa, ne fece bruciare tutte le copie in circolazione. Fortunatamente alcuni esemplari si salvarono dai roghi, costituendo oggi un documento di inestimabile valore non soltanto dal punto di vista artistico: per l'epoca in cui venne pubblicato si trattò, infatti, di uno dei più illuminati tentativi di un uso della ragione in ambito giudiziario, ben due secoli prima dello storico Dei delitti e delle pene (1763) di Cesare Beccaria.

Lionel T. SCOTT

Fire mysteries

Lionel T. SCOTT

Practical paper tricks

New Orleans 1920.
Lionel T. SCOTT

Twists and fancies of the modern magician

1921.
Lionel T. SCOTT

Scott's true black art for the entertainer

1922.
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