Ieri ha aperto a Roma la mostra “Impressionismo e oltre”. Fra le opere in esposizione al Museo dell’Ara Pacis, “Le donne che ridono” (1870) di Carolus-Duran presenta al centro una coppia spiazzante: un pappagallino a destra, il suo doppio in versione origami a sinistra.

È una donna ad animare l’uccello di carta, mentre la bambina cui la scena è indirizzata ride di gusto.

Due elementi magici si disvelano analizzando più a fondo l’opera. A livello superficiale, la scena è apertamente illusionistica: la realtà del pappagallo si specchia nella sua simulazione e agli occhi della bambina, l’illusione riesce alla perfezione. Da dove emerga lo stupore, lei non ce lo può dire: forse dal vedere animarsi un foglio di carta, grossolanamente piegato a ricordare un piccolo pennuto?


La storia tecnica dell’oggetto dischiude un risvolto magico più profondo: l’origami è una “cocotte” (gallinella), il primo modello di cui ci sia traccia nella letteratura per l’infanzia in Occidente. A descriverlo fu Élisabeth Celnart, la prolifica autrice del “Manuale completo dei giochi di società” (1827).

A ricostruirlo con un fazzoletto di carta ci si impiega pochi secondi: basta qualche piega e… “apriti, oh cielo”. Letteralmente. L’intreccio geometrico si trasforma in una mappa astrologica: la volta celeste suddivisa in dodici case zodiacali.

Prima che il tema natale diventasse circolare, nel Medioevo si tracciava il destino dentro un reticolo quadrato, composto da tre cornici concentriche. Per ottenere quella geometria da un foglio servivano le stesse pieghe fondamentali della “cocotte”. È dunque plausibile che l’origami francese sia l’evoluzione ludica di una struttura astrologica originaria dei paesi arabi.

Se l’immagine rappresenta quattro donne che ridono, ma il contesto ha risvolti magici complessi, allora l’origine di quel riso diventa più misteriosa e stratificata. Forse non nasce da ciò che si vede ma da ciò che si intuisce dietro l’apparenza: un gioco che imita la vita, una forma che porta in sé una memoria più antica del gesto ritratto.


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