Arriva in Italia Houdini (2014), la miniserie in due puntate dedicata al re delle evasioni. Nonostante alcune ingenuità registiche, è un prodotto da guardare con un certo interesse: una biografia per immagini complessivamente fedele al personaggio storico, con l’ambizione di coglierne complessità non immediatamente in superficie.

Avendo scritto sul mio biglietto da visita Wonder Injector, colgo l’occasione per praticare qua e là sulla pellicola alcune “iniezioni di meraviglia”; il gioco consiste nell’offrire – a chi ha visto la serie – sette “vie di fuga” a partire da specifici fotogrammi: come altrettanti sentieri che si inoltrano nel bosco a partire dalla strada principale, ognuna offre allo spettatore un’opportunità di approfondimento per prolungare il piacere della visione lungo nuove direzioni.

È disponibile anche la Wonder Injection della seconda puntata.

1. Il ritratto psicanalitico: Houdini come Isacco

L’autore della miniserie Nicholas Meyer annuncia in apertura di essersi ispirato al libro Houdini una mente in catene (Siad Edizioni, Milano 1977); una scelta certamente non casuale: a pubblicarlo nel 1976 fu suo padre Bernard C. Meyer.

Houdini (2014), episodio 1, 3’42“

La biografia in questione è un interessante tentativo di andare al di là del freddo archivio e offrire un ritratto psicanalitico di un personaggio complesso e tormentato. Consapevole di quanto fosse delicata l’impresa, Bernard C. Meyer scrisse nella prefazione:

Ci saranno di certo alcune persone le quali sorrideranno all’idea che questa avvincente impresa possa contenere un significato simbolico o mitologico. […] Houdini, uno dei più grandi istrioni di tutti i tempi, elettrizzava gli spiriti di milioni di spettatori con l’eccitamento febbrile derivante dalla ricreazione da lui stesso inventata delle leggende dell’antichità. Questo libro è stato scritto proprio per determinare l’origine di questi miti rivissuti nell’ambito delle arruffate matasse della sua psiche e sbrogliare i fili multicolori intessuti nel complesso ed affascinante arazzo che racconta la storia di quest’uomo che danzava con la morte, giocava con la tortura e scherzava con la pazzia. (1) 

Il passaggio chiave del libro è quello che, a partire dalle origini ebraiche di Houdini, rievoca il sacrificio di Isacco da parte del padre Abramo:

Quale figlio di un rabbino […] il giovane Ehrich Weiss, il futuro Houdini, doveva con ogni probabilità conoscere molto bene le storie del Vecchio Testamento ed in particolare quella di Abramo ed Isacco. Anzi, probabilmente, il ragazzo rimase alquanto colpito dall’allucinante racconto di un padre pronto ad uccidere il figliolo innocente per offrirlo a Dio. (2) 

Il giovane Houdini avrebbe trasformato il dramma di Isacco legato sull’altare del sacrificio in un gioco con il fratello:

breve fu il passo da questa giocosa attività ad un repertorio di prestazioni professionali, caratterizzate da ingegnose fughe da ceppi, manette e camicie di forza.  (3) 

2. L’autobiografia “arricchita” di Jean Eugène Robert-Houdin

Raccontando sé stessi, i maghi dicono le bugie. Tra le tracce dell’influenza del libro di Meyer sulla miniserie, questa è tra le più scabrose.

Houdini (2014), episodio 1, 12’29“

Ehrich Weiss si avvicina all’illusionismo leggendo la vita del mago francese Jean Eugène Robert-Houdin (1805-1871), ma viene messo in guardia dal prendere per oro colato le vicende raccontate: è tipico, da parte degli illusionisti, portare l’inganno anche al di fuori del contesto teatrale, sfruttando la pagina stampata per creare episodi ex novo e arricchirne altri (“auto-tecnicizzando la propria mitologia”, avrebbe detto Furio Jesi).

In particolare Robert-Houdin creò dal nulla il personaggio di Torrini, da cui avrebbe tratto ispirazione per diventare mago.

È curioso notare che il nome d’arte “Houdini” nacque come fusione dei nomi di Houdin e Torrini, incorporando così un personaggio reale e uno immaginario. Nel film, la scoperta delle menzogne del suo maestro spirituale offre a Houdini l’occasione per una riflessione non banale sui fondamenti della sua professione.

Il libro che compare nel film è disponibile (qui) nella Biblioteca Magica del Popolo insieme alle sue numerose traduzioni (consulta qui l’opera omnia di Robert-Houdin)

3. La filastrocca di Rosabelle

Houdini conosce la futura moglie Bess durante un tour di spettacoli di quart’ordine a Coney Island.

Houdini (2014), episodio 1, 14’41“

La donna canta con le Floral Sisters una filastrocca che giocherà un ruolo chiave nelle vicende della coppia:

Rosabelle, sweet Rosabelle, I love you more than I can tell. Over me you cast a spell. I love you, my sweet Rosabelle.

I versi furono incisi sull’anello nuziale della donna. Dopo la morte di Houdini, nel 1929 il medium newyorchese Arthur Ford (1897-1971) annunciò di aver contattato il mago e di aver da lui ricevuto un messaggio contenente la parola “Rosabelle”.

The New York World, 4.1.1929.

Era la prova che i morti potevano comunicare con i vivi?

Scoprilo in questo articolo di Massimo Polidoro, il più autorevole biografo italiano di Houdini:

Massimo Polidoro, “The Day Houdini (Almost) Came Back from the Dead”,
Skeptical Inquirer, Vol. 36.2, marzo/aprile 2012.

4. È difficile essere la moglie di un mago

La miniserie dà voce a una figura sempre in ombra: quella dell’assistente del mago, che in molti casi è anche sua moglie. Vittima dell’ego ipertrofico del marito, Bess Rahner si ribella sistematicamente, offrendo sull’uomo Houdini un punto di vista insolito e più critico. Davvero il mago l’aveva sposata per la taglia minuta, utile per presentare il numero della “metamorfosi”?

Houdini (2014), episodio 1, 19’14”

Oltre a essere incline all’alcool, in una scena la donna fuma marijuana; il dettaglio biografico proviene da un diario in cui la donna (il 19 ottobre 1927) dichiara di aver evitato quel giorno drink (bere) e weed: sull’interpretazione del termine gli storici non sono concordi, dal momento che non necessariamente fa riferimento alla cannabis.

Il numero della “metamorfosi” si è evoluto nel tempo, fino a raggiungere una velocità impressionante. La versione messa in scena dai Pendragons è straordinaria:

Sulla difficoltà di essere la moglie di un mago, Daniela Montieri ha un blog da esplorare che capovolge il punto di vista dominante.

5. Il quaderno di ritagli di giornale

Lo scrapbook che compare nel film si ispira a un quaderno colmo di ritagli, oggi a disposizione di tutti nella Biblioteca Magica del Popolo.

Houdini (2014), episodio 1, 22’50”

A curarlo non era la madre di Houdini ma il mago in persona. Sfoglialo cliccando sul link qui sotto:

Harry Houdini, Scrapbook, aprile 1927.

6. Houdini fu davvero una spia?

Lascio a John Cox il compito di offrire un dettagliato fact checking della prima puntata (qui), limitandomi a segnalare che dietro la miniserie c’è un secondo libro – non citato: The Secret Life of Houdini di William Kalush e Larry Sloman.

Houdini (2014), episodio 1, 58’11”

La sottotrama che vede il mago nei panni di una spia in missione in Europa è affascinante ma si basa su dati storici molto esili. Furono Kalush e Sloman a proporla come “ipotesi shock”, ottenendo addirittura che il vecchio direttore della CIA – John McLaughlin – firmasse la prefazione del libro.

I due libri che hanno ispirato la miniserie.

7. La campana del Cremlino

Ancora oggi gli studiosi si interrogano sul trucco delle campane del Cremlino, fatte suonare con un trucco da Houdini alla corte dello zar: si tratta di un aneddoto inventato dal mago o accadde davvero?

Houdini (2014), episodio 1, 53’45“

Nessun documento è mai stato rinvenuto che lo dimostri, ma il film racconta l’episodio – svelando anche il vero (e supposto) trucco utilizzato.

Il fatto fu così sorprendente da essere citato da Orson Welles nell’episodio 4 della miniserie Orson Welles’ Sketchbook (4)  Rivedila qui (dal minuto 4’40“):

Leggi anche le sette cose che non sapevi della seconda puntata di “Houdini”

Per approfondire

• Lo sapevi che Houdini scelse come ghost writer... Howard Phillips Lovecraft?! Leggi qui l’appassionante storia del loro rapporto.

• La Biblioteca Magica del Popolo ha catalogato sette libri scritti da Houdini, tutti a libero accesso. Leggili cliccando qui.

• Un curioso film al femminile sulla vita di Houdini è stato interpretato da Guy Pearce: Houdini, l’ultimo mago (2009). L’ho recensito qui.


Note

1. Bernard C. Meyer, Houdini una mente in catene, Siad Edizioni, Milano 1977 (I ed. 1976), pp. 21 e 23.

2. Meyer 1977, p. 200.

3. Meyer 1977, p. 201.

4. Orson Welles, Sketchbook, ep. 4, 14.5.1955.

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