Speciale Il tesoro di Bosco - Mariano Tomatis

Dossier sul tesoro di Bartolomeo Bosco

Lo spettacolo del mago dei maghi riposa ancora sul fondo della Senna? È l’ipotesi avanzata da Mariano Tomatis a seguito della lettura di Bartolomeo Bosco. Vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa (2017). Curata da Alex Rusconi, la biografia del più grande mago dell’Ottocento racconta il naufragio subito dal mago appena fuori Parigi, presso il Pont du Pecq a Saint-Germain-en-Laye. (1)  Pistole, spade, bussolotti, automi: nel 1833 l’intero show di Bosco finì sul fondo della Senna, dove presumibilmente gli oggetti più resistenti si trovano ancora.

Mariano Tomatis ha lanciato l’iniziativa il 23 febbraio 2018 durante il 4° Laboratorio Mesmer Bosco! (audio & foto), riprendendo la nota su Lezioni di mentalismo.

Lezioni di mentalismo, n. 10, 23.2.2018, p. 4.

Rassegna stampa

Nel luglio 2018 si sono occupati del caso Viviana Filippini sul Giornale di Brescia e Massimo Massenzio sul Corriere della Sera.

Viviana Filippini, “Tracce del mitico Bosco al Teatro Grande e ora si cerca la sua barca nella Senna” in Giornale di Brescia, 8.7.2018 (scarica).

Massimo Massenzio, “Caccia al tesoro scomparso del mago torinese” in Corriere della Sera, 22.7.2018 (scarica).

I precedenti

Da secoli la Senna restituisce oggetti di ogni tipo, compresi reperti storici di grande valore documentario. Uno dei più importanti è un medaglione di bronzo risalente al periodo tra il 1350 e il 1418:

Medaglione che rappresenta l’ostensione della Sindone, 1350-1418, Musée national du Moyen Âge, Cluny, Francia.

Recuperato sul fondo del fiume parigino nel 1855 presso il Pont au Change, raffigura la Sindone di Torino con la sua doppia immagine, compreso il tessuto a spina di pesce e gli stemmi della famiglia Charny, che all’epoca ne era proprietaria. Il reperto è custodito presso il Musée national du Moyen Âge a Cluny.

Storia del pont du Pecq

Eretto nel 1627, il ponte di legno collega lo Chateau Neuf di Saint-Germain-en-Laye al villaggio di Pecq, come si vede in questa incisione di fine Settecento:

Vue du Chateau Neuf di Saint-Germain-en-Laye et du vilage du Pecq.

Il 29 giugno 1815, pochi giorni dopo la battaglia di Waterloo, i Prussiani in arrivo dal nord sfondano la resistenza francese e attraversano il ponte, mettendo a ferro e fuoco Pecq.

Gérard Robert, La défense héroïque du pont du Pecq, Archives communales du Pecq, côté 2 Fi 3666.

Nel 1830 William Turner (1775-1851) lo ritrae in un acquerello oggi esposto al Museo del Louvre:

William Turner, View of the Château de Saint-Germain-en-Laye, 1830 (link).

Nel 1872 il ponte viene ricostruito in mattoni.

Nel 1963 viene nuovamente ammodernato e il 22 giugno 1996 ribattezzato “ponte Georges-Pompidou”.

La mappa del tesoro

Questa è la mappa del luogo oggi:

Il ponte Georges-Pompidou a Saint-Germain-en-Laye su Google Maps (link).

ma questa planimetria del 1705 è più suggestiva – ed è più credibile come “mappa del tesoro” (il ponte è indicato dalla freccia in basso a destra):

Plan général des châteaux et villes de Saint Germain-en-Laye, Editeur Sr de Fer, M. Langlois, rue St Jacques a la victoire, Parigi 1705 (scarica).

Approfondimenti

Note

1. Alex Rusconi, Bartolomeo Bosco. Vita e meraviglie del mago che conquistò l’Europa, Florence Art Edizioni, Firenze 2017, p. 44.

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