I prestigiatori, chiamati Hhöwa’h (al singolare, Hha’wee) sono numerosi al Cairo. Di solito si esibiscono negli spazi pubblici; radunano un gruppo di persone in circolo intorno a loro; durante e dopo la performance, da alcuni ricevono piccoli contributi volontari. Si vedono di solito in occasione dei Festival. […] [In un effetto il mago] prende una grossa scatola con il coperchio; mette all’interno il cappello di un assistente; soffia sul coperchio; apre la scatola e salta fuori un coniglio: il cappello sembra sparito. Poi rimette dentro il coniglio; chiude la scatola; la riapre e saltano fuori due pulcini. Li rimette dentro, soffia sul coperchio e scopre la scatola, mostrando che è piena di fatee’rehs (pancakes) e kooua’feh (una specie di spaghetti). Chiede quindi ai suoi assistenti di mangiarli; essi rifiutano, a meno che non siano addolciti con del miele. Egli prende quindi un piccolo barattolo, lo capovolge per mostrare che è vuoto; soffia sul coperchio, poi mostra che ora è pieno di miele. Dopo aver mangiato il cibo apparso, gli assistenti chiedono dell’acqua per lavarsi le mani. Il mago prende lo stesso barattolo e mostra che ora è pieno d’acqua. Riprende la scatola e invoca la riapparizione del cappello. Soffia sul coperchio, lo solleva, tira fuori quattro o cinque piccoli serpenti e li appoggia in seno agli assistenti, che li sostengono facendo un sacco della parte bassa della maglietta. Mostrandosi spaventato, un assistente li butta per terra e pretende di riavere il suo cappello. Il mago rimette i serpenti nella scatola, soffia sul coperchio, lo solleva e vi ritrova il cappello. (Edward William Lane, “An account of the manners and customs of the modern Egyptians”, Vol. 2, Charles Knight, London 1836, pp. 105-7.)

lunedì 29 maggio 2017, 9 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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