Visti nell’ottica dell’era digitale, quanto appaiono teneri e rassicuranti gli spettri teatrali che spaventavano nel Settecento. Che sia arrivata l’ora di cercare nuovi terrori?

Oggi il fantasma che dovrebbe tenerci svegli la notte si chiama Ibrahim Manneh: l’abbiamo ucciso lunedì a Napoli a 24 anni, ma poteva succedere a Torino come a Venezia o Roma. A rendere speciale Napoli è che i compagni dell’#exopgjesopazzo sono scesi in piazza. Per evocarne il fantasma e denunciare l’infame razzismo per mano del quale un uomo di colore è morto nell’Italia del 2017. Un uomo-fantasma, già invisibile ben prima di morire, che taxi, pattuglie e ambulanze non riuscivano a vedere. Forse impegnate ad aiutarlo “a-casa-loro”, senza accorgersi che aveva bisogno di aiuto ora e qui, in Italia. Leggetene la storia e diffondetela, evocate il fantasma di Ibrahim perché impedisca a tutti di dormire.

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domenica 27 agosto 2017, 9 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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