






Frederick Bligh Bond è un architetto inglese che nel tempo libero smaschera falsi medium e finti sensitivi. Durante uno scavo a Glastonbury riporta alla luce una cappella medievale. Poi fa l’errore di raccontare come ha fatto: pianta e luogo gli sono stati segnalati da un frate. Morto da 6 secoli. Durante sedute di scrittura automatica. L’uomo è cacciato da ogni società archeologica e condannato all’esilio. Oggi Glastonbury attira migliaia di persone ogni anno a causa di un uomo visionario, disposto ad ammettere che forse il frate era una proiezione del suo inconscio. Quest’anno compie 100 anni il suo libro sulla questione: “The Gate of Remembrance” (1918), scintilla che ha dato il via a una storia talmente sfaccettata da lasciare esterrefatti.
sabato 3 novembre 2018, 7 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.
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