
Ho l’impressione che nel suo ultimo film Tarantino si tolga definitivamente la maschera ed emerga come l’orgoglioso reazionario che molti già intravedevano. Le botte che riserva agli hippie pacifisti, ritratti come zombie decerebrati, e la celebrazione a senso unico della Hollywood VIP è difficile da reinquadrare in qualunque ottica rivoluzionaria. Lento e disorientato nella lunghissima prima parte, il film prepara un finale che – pur nella tossicità complessiva – è maledettamente esaltante.
Nota a margine: l’Italia continua a essere parodiata con spietatezza, e Tarantino pare godere nell’incarnare la figura del fan che adora le minchiate del nostro cinema – e che può dirne ogni male proprio perché se ne è dichiarato preventivamente un tifoso.
#OnceUponATimeInHollywood
mercoledì 18 settembre 2019, 7 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.
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