“Dimostrano poteri straordinari e ricevono applausi a scena aperta, ma incontrano quasi tutte lo stesso destino: in quanto donne, veggenti e sonnambule vedono sparire sistematicamente il proprio nome dalle cronache.” (dal prologo di #incantagioni, Nero 2022)

La veggente torinese ha visto sparire il proprio nome o nasconderlo è stata una decisione autonoma? Dato lo stigma sociale verso chi pratica la veggenza, se fossi in lei, non mi piacerebbe diventare oggetto degli sfottò sulla chat della scuola o sulla bacheca delle colleghe dello studio notarile. L’assenza del nome non è necessariamente frutto di una rimozione diretta da parte altrui, ma potrebbe dipendere – in maniera più indiretta – da un clima di caccia alle streghe che al fuoco ha sostituito il dileggio social.

venerdì 17 giugno 2022, 4 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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