
La scrittrice nera Toni Morrison ripeteva spesso ai suoi studenti: “Quando ottenete quei lavori per cui siete stati brillantemente formati, ricordatevi che il lavoro più importante da fare è che – se siete liberi, dovete liberare qualcun altro; se avete un po’ di potere, il vostro compito è dare più potere a qualcun altro. La vita non è un sacchetto di caramelle da cui prendere soltanto”.
A 16 anni Elisa Valle è già un’apprezzata illusionista e un’influencer di successo. Disinvolta nella manipolazione delle carte, consapevole delle dinamiche dei social e capace di fare rete con importanti conferenzieri e affermate colleghe, l’artista alessandrina sta coltivando la sua passione per la magia senza chiedere il permesso a nessuno, facendo leva sulla propria bravura e senza nutrire alcun senso di inferiorità.
Agli occhi di tanti boomer miei coetanei, incapaci di entusiasmarsi per l’impatto delle nuove tecnologie sulla prestigiazione, Elisa ha un profilo che fa saltare i nervi: nel Ventesimo secolo, raggiungere dodicimila fan non era alla portata di tutti, e il successo di un’influencer giovane e talentuosa scatena l’invidia dei prestigiatori rosiconi; mi sembra di sentirli, i maghi della vecchia guardia, rantolare che “ai nostri tempi si lavorava duro, gambe in strada per raggiungere i teatri veri, mica come oggi che accendi una telecamera e collezioni like senza avere nessun talento: pischelli montati e ragazzine egocentriche, di cui tra cinque anni ci saremo dimenticati”.
Ignorando con eleganza e maturità quello sterile borbottare, Elisa mostra di aver capito fino in fondo lo spirito di Toni Morrison: come dimostra la lezione che terrà mercoledì 22 giugno 2022 al Camp Magico di Canazei, la giovane illusionista sfrutta la visibilità raggiunta sui social per puntare il riflettore altrove da sé; non c’è lei, sotto il fascio di luce, ma tre illusioniste dimenticate che – grazie a un lodevole lavoro di ricerca – ritrovano uno spazio dove raccontarsi e riprendere voce.
Ricostruendo la vita di tre donne che hanno fatto della magia la loro professione, Elisa ci accompagna in un giro del mondo che parte dalla sua regione (Fatima Miris era piemontese), attraversa la Parigi della belle epoque (con Benita Anguinet) e approda alla New York contemporanea (con Dorothy Dietrich); ed è un viaggio che si estende non solo nello spazio ma anche nel tempo, coprendo oltre due secoli di storia: l’illusionista parigina era nata nel 1819 mentre Dietrich è in attività ancora oggi.
In modo sottile, l’autrice forza le barriere dell’immaginario senza doversi affidare a una narrazione fantascientifica: anche se sembrano provenire da un universo parallelo, Anguinet, Miris e Dietrich sono vissute nel nostro stesso mondo e hanno trovato nell’illusionismo uno strumento attraverso cui conquistare la visibilità e guadagnarsi uno spazio di emancipazione e indipendenza, in un mondo a loro ostile perché ritagliato a immagine e somiglianza dei maschi. Non molto è cambiato negli ultimi decenni: la moderna caccia alle streghe ha aggiornato i propri strumenti di offesa e non impiega più il fuoco ma l’hate speech, il dileggio sui social e il body shaming; Elisa non ci sta ad abbassare la testa o a farsi segare in due dal maschio di turno: raccontandoci tre storie femminili piene di coraggio e ribalderia, l’illusionista alessandrina offre alle sue colleghe (e ai maschi abbastanza intelligenti da cogliere il potenziale liberatorio che il femminismo offre loro) altrettante antenate a cui ispirarsi per coltivare la propria passione libere da condizionamenti e dare spazio alla creatività in ogni direzione; soprattutto quella ostinata e contraria.
(Mia prefazione alle note di conferenza di Elisa Valle “Studio della figura femminile nella storia della magia”, Alessandria 2022)
domenica 19 giugno 2022, 4 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.
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