



Nel 1913, quando la lotta delle Suffragette inglesi entra nella fase delle bombe, gli illusionisti iniziano a tematizzare la paura di atti terroristici da parte delle femministe. Percy Naldrett intitola “Il problema delle suffragette” un gioco di prestigio che consiste nell’apparizione di un nome ricamato su un fazzoletto appallottolato in un bicchiere. Scelto (non) casualmente da un mazzo, il nome è quello della più nota femminista dell’epoca, Emmeline Pankhurst. Scherzando sul rischio di un attacco bomba, l’illusionista solleva il bicchiere e si sente un’esplosione, provocata da un piccolo dispositivo carnevalesco.
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«Ora mescolerò accuratamente le carte in questo cappello e farò in modo che questo simpatico signore ne prenda una. Che nome ha pescato, signore? “Mrs. Pankhurst” Come sospettavo. Probabilmente si tratta di un altro complotto... Ma dobbiamo procedere con l’esperimento nonostante il rischio di una bomba. [BOOM!] Ed ecco a voi il nome, ricamato sul fazzoletto! Tessuto magico, incapace di resistere ai piani di un’astuta suffragetta.»
Se sotto il bicchiere si mette uno di quei piccoli dispositivi esplosivi, in vendita da Munro’s in Duke Street, Adelphi e chiamati “The Devil among the Tailors”, si ottiene un bell’effetto: appena il bicchiere viene sollevato, nel momento in cui l’illusionista ha pronunciato la parola “bomba”, si sente un tremendo scoppio. (Percy Naldrett, “Magical notes and notions”, Portsmouth 1913, p. 21).
domenica 7 luglio 2024, 2 anni fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.
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