Negli Anni Cinquanta, prima dell’avvento dell’elettronica, gli oracoli matematici sfruttavano semplici ingranaggi: a calcolare il benessere fisico, emotivo e intellettuale erano tre ruote dentate con un periodo di 23, 28 e 33 giorni. Azionato manualmente, il “Biomate” non aveva bisogno di batterie per calcolare il bioritmo e metteva “il tuo futuro nel palmo della tua mano”.

Per cogliere la fragilità di questa promessa basta esaminare l’irregolarità del periodo mestruale in due persone qualsiasi e in momenti diversi della stessa vita: l’idea che l’umore e le energie di tutti gli esseri umani seguano gli stessi tre cicli regolari, dalla nascita alla morte, è molto ingenua, ma da un secolo è proposta come scienza. Oggi i bioritmi sopravvivono come app, raccogliendo il testimone di meccanismi steampunk come “Biomate” e rinnovando il travisamento di antiche credenze magiche negli abiti tirati a lucido degli smartwatch.

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martedì 15 ottobre 2024, 1 anno fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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