
Le sonnambule raccontate nel libro “Incantagioni” (Nero 2022) sembravano animate da poteri immateriali, come sospinte da forze invisibili. Ma dietro ogni gesto “magico” si nascondevano tecnica, allenamento, fatica. Nessuna manifestazione spiritica, nessuna lettura del pensiero era davvero spontanea: ogni effetto era il risultato di un impegno fisico e mentale prolungato. Era lavoro, ma doveva apparire senza sforzo, disincarnato. Perché la magia (si sa) funziona solo se il trucco c’è, ma non si vede.
Marie-Joséph Stevens, per inscenare la “donna invisibile”, agiva nascosta in un armadio. Come lei (o peggio di lei?) centinaia di donne sono state (e vengono ancora) segate in due sul palco, perché la gerarchia tra i generi possa essere riaffermata in pubblico e tra gli applausi.
Mercoledì 14 maggio alle ore 18 presso il Pink Coworking gestito dall’Associazione acca parteciperò a “Illuminanti illusionismi” insieme a Ire Gallina, educatrix e attivistx per i diritti di chi lavora nel sociale; Lia Bruna, rappresentante di S.trad.e. sindacato traduzioni editoriali, Chiara Zoia, copy freelance e Pink Community e Sylvia Furia Letizia, consulente specializzata nel promuovere la diversità, garantire l’equità e favorire l’inclusione.
A partire dalle pagine di Incantagioni, racconteremo l’occultamento del sostrato fisico delle abilità femminili: una cancellazione che va ben oltre l’arte dell’illusionismo. Perché è proprio in quei corpi lavorano senza mai essere riconosciuti che si gioca ancora oggi il passaggio dal fare all’apparire, dall’invisibilità alla possibilità di ottenere diritti, riconoscimento – e integrità.
Inserito nel programma di Salone OFF 2025, l’evento prende spunto da un libro che parla di disvelamenti per arrivare alle testimonianze di chi lotta per la visibilità di categorie rese invisibili.
martedì 13 maggio 2025, 1 anno fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.
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