Fa paura il “Conservative Ghost” (2024) di Giulia Andreani. L’ectoplasma che si sprigiona dalla bocca della medium non è un’apparizione consolatoria: è la materializzazione del peso che la cultura conservatrice impone alle madri, lasciando le donne sole a reggere il peso emotivo, fisico ed economico dei figli. Quella figura spettrale allude all’invisibilità di quel fardello e delle aspettative sociali legate al ruolo materno, che la tradizione patriarcale continua a presentare come naturali e inevitabili

La medium ritratta è Madge Gill (1882-1961), artista e sensitiva inglese che si affidò agli spiriti per lenire una violenta depressione post-partum. In quest’opera Andreani ne omaggia la pittura automatica, che Gill praticava di notte, guidata da voci che le sussurravano dall’aldilà: un gesto che mirava a lenire la sofferenza e l’isolamento attraverso la connessione con l’invisibile.

Il titolo evoca la presenza spettrale delle strutture sociali, politiche ed economiche che ancora pesano sui corpi delle madri, trasformando la maternità in una trappola dorata: un fantasma collettivo che si traduce in leggi, discorsi pubblici e politiche che le costringono al silenzio – e che l’arte di Andreani ci obbliga a guardare in faccia, perché solo riconoscendo il nemico possiamo smascherare la retorica che lo sostiene.

L’opera è una delle oltre 200 esposte a Milano, nelle sale di @palazzomorando per “Fata Morgana: memorie dall’invisibile” @fondazione_trussardi (fino al 30.11.2025), una mostra che ricostruisce una genealogia di artiste e medium che hanno fatto dell’invisibile un linguaggio di libertà, trasformando la veggenza in atto politico e l’occulto in spazio di emancipazione e sorellanza.

venerdì 24 ottobre 2025, 11 mesi fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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