Nel suo saggio “Decolonizzare lo sguardo” (@erisedizioni 2025), @grrgrace mostra come ciò che vediamo non sia mai neutro: lo sguardo è modellato da storie e gerarchie che abbiamo imparato a disvedere o saputo dimenticare. La decolonizzazione inizia dal riconoscere che la rimozione del razzismo di ieri è il meccanismo che consente di negare il razzismo presente. Vivendo a Torino, durante le presentazioni l’autrice mette questa lettura in dialogo con la città, riportando alla luce episodi che disturbano il mito degli “Italiani brava gente”.

Tra questi, la vicenda dello zoo umano allestito a Torino durante l’Esposizione Generale Italiana del 1884. Alcuni Assabesi, provenienti da un territorio appena trasformato in colonia, vennero esibiti in capanne costruite per apparire “pittoresche” agli occhi europei. Non c’erano intenti documentaristici: le capanne erano una scenografia illusionistica pensata per confermare l’idea di una presunta inferiorità culturale.

Per rendere accettabile lo spettacolo, furono presentati come “nobiltà” (nonostante fossero, nelle parole dei critici, “straccioni venuti su dal limo-fondo della società”). Era stato fatto credere loro di prendere parte a un evento di alto profilo, con accoglienza di rango. All’arrivo, però, si ritrovarono circondati da sguardi che li osservavano “come belve feroci”.

Le umili origini di Kreta (28 anni), Kaliga (17) e del figlio Mohammad (5), di Kamli (18), Abdallah-Ben-Ibrahim (15) e Ali-Hammahad (7) rendono ancora più potente il loro “gran rifiuto”: sin dal primo giorno disertarono i tuguri e pretesero di dormire nel sontuoso Albergo Eridano. Se erano stati chiamati “principi”, allora avrebbero vissuto da principi!

Da quella scelta possiamo imparare molto più di quanto la storia ufficiale abbia voluto riconoscere. Gli Assabesi furono maestri assoluti nell’arte del controincantesimo: videro la trappola, ne compresero l’ingranaggio e con lucida strategia la rovesciarono. In una pagina segnata da razzismo e inganno, sei persone senza protezioni e senza potere seppero mostrare a una città intera come si difende la propria dignità, rompendo il copione imposto e restando umani in un luogo costruito per negarli.

martedì 11 novembre 2025, 10 mesi fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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