In #Prepararsi @ilperiodoipotetico mostra come abiti e toeletta siano un terreno dove la libertà di apparire si intreccia con le regole invisibili di ciò che consideriamo decoroso e autorevole.

Accogliendo l’invito all’interattività, scopro che le vesti che indosso portano il ricordo della Grande Rinuncia Maschile (GRM) quando noi uomini rinunciammo a sete e colori per i completi scuri: un gesto politico in nome dell’autorevolezza. Da allora, l’apparente “neutralità” del maschile detta i codici della rispettabilità.

La parola tra virgolette mi riattiva un nodo antico: 10 anni fa polemizzai con la divulgazione scientifica contestandole la pretesa di neutralità – quella in cui Donna Haraway riconosce la voce di chi parla da un piedistallo, fingendosi astorico e senza corpo; arroganza travestita da oggettività.

Uno dei capitoli segue la curva drammatica dei migliori show di magia. Cambiare vestito cambia il modo in cui pensi? Slepian et al. scoprono di sì: chi indossa abiti formali ragiona in modo più astratto, chi è in t-shirt più concreto. Vuoi visione d’insieme? Mettiti elegante. Devi restare pratica? Togliti la giacca. Fin qui sembra di leggere R. Wiseman, psicologo e illusionista che ricava lezioni di self help dai paper scientifici. Ma poi arriva il colpo di scena.

Sara Marzullo non riporta quei risultati per fare divulgazione ma (voilà!) per far apparire ciò che restava invisibile: le radici culturali nascoste nelle premesse.

L’esperimento, fondato sull’illusione della neutralità, poggia su un immaginario che associa l’abito formale alla lucidità e la sobrietà al potere. Così la scienza ribadisce il valore politico della GRM: la fede nella razionalità come forma più alta del pensiero, il dominio del controllo sull’emozione, dell’astratto sul concreto. Un paradigma che, spostato dal guardaroba alla società, mostra la sua funzione disciplinare: un modello di sobrietà che ha fatto della freddezza una virtù, fino a confondere il rigore con la disumanità.

#Prepararsi educa a schivare il riduzionismo, valorizzando con Haraway la capacità di to stay with the trouble: mantenere complessità e contraddizioni e riconoscere che saperi e apparenze sono sempre situati.

mercoledì 12 novembre 2025, 10 mesi fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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