Nel suo “As If”, Michael Saler mostra il modo in cui Conan Doyle, Tolkien e Lovecraft inseriscono nei loro romanzi indizi che ne rivelano l’artificio. In questo modo coinvolgono chi legge mantenendo una distanza consapevole: un equilibrio che Saler definisce “incanto disincantato”, capace di affascinare senza ingannare.

(1) “Cime tempestose” di Emerald Fennell lavora nella stessa direzione, a partire dalle virgolette nel titolo che creano da subito un attrito con il romanzo di Emily Brontë. Dietro la (fintamente ingenua) superficie da copertina Harmony, le strizzate d’occhio della regista sono continue: le scelte visive che rendono percepibile la riscrittura moderna del racconto mi hanno lasciato a bocca aperta. (2) Il padre di Cathy sarà anche un ubriacone, ma l’inquadratura che lo ritrae ai piedi di una montagna di bottiglie sembra tratta da un fumetto marcio di Frank Miller. (3-4) Il romanzo di Brontë allude al sesso senza mai poterlo mostrare; Fennell ne replica la reticenza usando la cartotecnica, con un album pop-up le cui pagine fiorite diventano cosce femminili e funghi si “dispiegano” impertinenti e inequivocabili. (5-7) La casa di bambola nella casa di Cathy porta sul piano visivo la sensazione di claustrofobia, resa più perturbante dalla figura che la ragazza tiene in mano, realizzata con i suoi capelli. (8) La stanza da letto è foderata in pelle color carne, nella tonalità del viso di Cathy, efelidi comprese. Sono dettagli che non portano avanti la trama né vengono spiegati. Restano come segni sospesi, che si depositano nella memoria più per sensazione che per significato.

Fennell esplicita la propria presenza autoriale sovrapponendo all’opera di partenza una cifra visiva molto riconoscibile, in una riscrittura in cui i due livelli convivono intrecciati ma perfettamente distinguibili. Così l’incanto di Brontë continua a operare, riattivato attraverso una messa in scena che ne rende evidente la riscrittura.

Per saperne di più: su YouTube @lhascrittounafemmina @gropiushouse e @mariella_martucci approfondiscono la dimensione simbolica in modo decisamente più articolato; in parallelo, la recensione su RSI di @valmjra è come di consueto lucidissima.

mercoledì 25 marzo 2026, 6 mesi fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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