«Mi resi improvvisamente conto che qualcuno era seduto alla mia sinistra, con un braccio appoggiato sul tavolo. Rapido come un lampo mi voltai e vidi distintamente la figura di mia sorella morta; per un breve istante mi guardò dritto in viso, e fui così certo che fosse lei che balzai in avanti, felice, chiamandola per nome; e mentre lo facevo, l’apparizione svanì all’istante.» (F. G., in Frederic W. H. Myers, Human Personality and Its Survival of Bodily Death, vol. II, 1903, p. 28.)

Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di visitare il Phantom Manor di Disneyland Paris, un edificio nato da una vertiginosa premessa progettuale: «Avete budget illimitato e un’intera casa a disposizione. Riempitela con quanto di più avanzato possa offrire l’illusionismo da palcoscenico del XXI secolo».

Il passaggio che mi ha fatto sobbalzare replica quasi alla perfezione l’esperienza di F. G. raccolta da Myers. Verso la fine del percorso, passando davanti a uno specchio, appare nel riflesso un fantasma di donna seduto accanto a me. D’istinto distolgo gli occhi dallo specchio per cercarla al mio fianco, ma lei è scomparsa.

La scena richiama un antico gioco divinatorio statunitense da giocare ad Halloween: guardandosi allo specchio nella notte del 31 ottobre si poteva scorgere accanto a sé il volto della persona che si sarebbe sposata; l’apparizione di un teschio o di uno scheletro annunciava invece la morte prima delle nozze.

Il dettaglio più grottesco è però nel disclaimer all’ingresso, dove la Disney si preoccupa di scrivere che l’attrazione POTREBBE produrre l’effetto per il quale è stata progettata.

Attraction pouvant effrayer les enfants.

Attrazione che potrebbe spaventare i bambini.

lunedì 17 agosto 2026, 1 mese fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.

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