MARIANO TOMATIS

WONDER INJECTOR

Scrittore e illusionista
Mariano illumina le
meraviglie sul confine
tra Scienza e Mistero.

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Numeri assassini - Il mio carnet delle curiosità

Pubblicato mercoledì 22 dicembre 2010 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Dietro la follia del crimine c'è un ordine recondito? Nei gesti scomposti dei serial killer ricorre una sistematicità? Cos'ha in comune il lavoro dei detective e il gioco degli scacchi? A queste e molte altre domande ho cercato di rispondere tra le pagine di Numeri assassini (Kowalski 2011), conducendo il lettore in un viaggio attraverso il curioso intreccio tra crimini, numeri e giochi. Fermandomi solo ai confini della matematica, laddove alcuni numeri... forse arrivano a uccidere.

Il libro uscirà nel febbraio 2011, ma già da oggi si può sfogliare il mio carnet delle curiosità che raccoglie una miriade di spigolature e di link di approfondimento ai temi della "matematica criminologica".

Proprio questo è il miracolo

Pubblicato martedì 21 dicembre 2010 • Scritto da Umberto Eco • Permalink

Gesù è l'unica prova che almeno noi uomini sappiamo essere buoni. A dirtela tutta, non sono sicuro che Gesù fosse il figlio di Dio. Non sono neppure sicuro che Gesù sia davvero esistito. Forse lo abbiamo inventato noi, ma proprio questo è il miracolo, che ci sia venuta in mente una idea così bella. O forse è esistito, era il migliore di tutti, e diceva di essere figlio di Dio per buon cuore, per convincerci che Dio fosse buono. (1)


Cerchi [...] di accettare anche per un solo istante l'ipotesi che Dio non sia: che l'uomo appaia sulla Terra per un errore del caso maldestro, consegnato alla sua condizione di mortale, non solo, ma condannato ad averne coscienza, e sia perciò imperfettissimo tra tutti gli animali (e mi consenta il tono leopardiano di questa ipotesi). Quest'uomo, per trovare il coraggio di attendere la morte, diverrebbe necessariamente animale religioso, e aspirerebbe a costruire narrazioni capaci di fornirgli una spiegazione e un modello, una immagine esemplare. E tra le tante che riesce a immaginare, talune sfolgoranti, talune terribili, talune pateticamente consolatorie, pervenendo alla pienezza dei tempi ha a un certo momento la forza, religiosa, morale e poetica, di concepire il modello del Cristo, dell'amore universale, del perdono ai nemici, della vita offerta in olocausto per la salvezza altrui. Se fossi un viaggiatore che proviene da lontane galassie e mi trovassi di fronte a una specie che ha saputo proporsi questo modello, ammirerei soggiogato tanta energia teogonica, e giudicherei questa specie miserabile e infame, che ha commesso tanti orrori, redenta per il solo fatto che è riuscita a desiderare e a credere che tutto ciò sia la Verità. Abbandoni ora pure l'ipotesi e la lasci ad altri: ma ammetta che se Cristo fosse pur solo il soggetto di un grande racconto, il fatto che questo racconto abbia potuto essere immaginato e voluto da bipedi implumi che sanno solo di non sapere, sarebbe altrettanto miracoloso (miracolosamente misterioso) del fatto che il figlio di un Dio reale si sia veramente incarnato. Questo mistero naturale e terreno non cesserebbe di turbare e ingentilire il cuore di chi non crede. (2)

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(1) Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, Bompiani, Milano 2004.

(2) Umberto Eco e Carlo Maria Martini, In cosa crede chi non crede, Liberal sentieri, 1996.

L'uomo è una macchina?

Pubblicato lunedì 20 dicembre 2010 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Nel suo This Book Needs No Title, Raymond Smullyan racconta questo curioso aneddoto:

Recentemente ero con un gruppo di matematici e filosofi. Un filosofo mi chiese se credevo che l'uomo fosse una macchina.
Risposi: «Credi che farebbe qualche differenza?» Egli replicò francamente: «Certo! Per me è la domanda più importante della filosofia.»
In seguito pensai che se il mio amico avesse concluso di essere una macchina, ne sarebbe stato terribilmente umiliato. Credo avrebbe reagito dicendo: «Mio Dio! E' orribile! Sono solo una macchina!»
Ma se io scoprissi di essere una macchina, la mia reazione sarebbe completamente diversa. Esclamerei: «Meraviglioso! Non credevo che le macchine potessero essere così splendide (1)

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(1) Tratto da Raymond Smullyan, This Book Needs No Title, Prentice-Hall, Englewood Cliffs (New Jersey) 1980.

Usa Google come un Disk Jockey!

Pubblicato giovedì 2 dicembre 2010 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Prendi uno strumento e usalo in un ambito completamente diverso da quello per cui è stato realizzato: ecco uno dei segreti della creatività.

Due giorni fa un certo harrichr ha lanciato qui un'idea: usare il sistema di traduzioni Google Translate per comporre basi musicali! Il servizio di Google offre la lettura computerizzata di un testo qualsiasi specificato dall'utente; se il testo è ricco di consonanti, vengono emessi dei suoni che sembrano provenire da una serie di percussioni.

Battezzato Google Beatbox, ha immediatamente scatenato i blogger di tutto il mondo: sono decine i riff proposti sulla rete. Il sito di Tarik Diamane ne raccoglie già una lunga serie.

Per facilitare il lavoro dei Google Beatboxer, ho creato la mia personale versione di Google Beatbox:

Let's groove!

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