MARIANO TOMATISWONDER INJECTORScrittore e illusionista
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![]() Il peggior bidone ricevuto a una festa Pubblicato sabato 25 giugno 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • PermalinkGraham Chapman, l'attore che interpretò Brian nel memorabile film dei Monty Python Brian di Nazareth, morì il 4 ottobre 1989, giorno della vigilia del ventesimo anniversario del gruppo. ![]() «Morire proprio quel giorno è stato un gesto di pessimo gusto da parte sua.», commentò Terry Jones, «Si tratta del peggior bidone che mi sia mai capitato di ricevere a una festa.» I superstiti del gruppo rispettarono il dolore della famiglia tenendosi in disparte. Aspettarono che fossero trascorsi due mesi per organizzare una cerimonia privata. Tra gli altri prese la parola John Cleese, che ne onorò il ricordo con un discorso memorabile - sotto riportato in traduzione italiana. Graham Chapman, co-autore dello sketch del pappagallo morto (1), [[[non c'è più. Ha cessato di esistere, privo di vita, riposa in pace, è spirato, ritornato polvere, ha esalato l'ultimo respiro]]] (2), è andato a incontrare in cielo il capo supremo dell'intrattenimento più frivolo, e immagino che quello che stiamo tutti pensando è quanto sia triste che un uomo di tale talento, capacità, generosità e intelligenza debba essersene andato a soli 48 anni, prima di aver raggiunto molte delle cose di cui era capace... prima di essersi divertito a sufficienza. Il discorso funebre si chiude con una dichiarazione di intenti che non potrebbe essere più esplicita: Non si scandalizza la gente per infastidirla; credo piuttosto che lo si faccia per offrire un momento di gioiosa liberazione, perché in quel momento sentiamo che le regole sociali - che ci impongono vincoli terrificanti - sono in fin dei conti tutt'altro che importanti. _________________ (1) Graham Chapman compare personalmente negli ultimi secondi dello sketch. (2) Le parole tra parentesi quadre sono riprese letteralmente dal citato sketch del pappagallo morto. Prima del Laberinto: Il Passatempo di Andrea Ghisi (1603) Pubblicato mercoledì 22 giugno 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • PermalinkStudiando questo articolo sulle carte da gioco, scritto da Romain Merlin (1793-1876) nel 1857, ho scoperto che Andrea Ghisi - già autore del Laberinto - aveva realizzato un altro libro gioco magico. Secondo Merlin si intitolava Il nobile e piacevole passatempo, e sarebbe stato stampato nel 1620 a Venezia, 13 anni dopo il Laberinto (1607). L'amico Roberto Labanti si è messo sulle tracce di questo libro, scoprendo che ne esiste una edizione precedente datata 1603, ovvero quattro anni prima del Laberinto: si trova a Brescia, presso la Biblioteca Queriniana. Lo scorso 8 giugno ho raggiunto lo splendido edificio fatto erigere da Angelo Maria Querini (1680–1755) e ho potuto verificarlo di persona: Il passatempo è effettivamente datato 1603, ed è dunque il più antico ipertesto magico di cui si abbia notizia. ![]() Il titolo completo dell'opera è Il nobile et piacevole gioco, intitolato Il passatempo, dato in luce novamente dal Bidello Academico Cospirante, stampato in Verona da Bonifacio Zanetti alla Porta de i Borsari (1603). L'opera presenta 74 immagini distribuite in modo disordinato su 21 tavole. Su ogni tavola compaiono 52 figure, per un totale di 1092 disegni. Il libro veniva usato nelle corti italiane per presentare un singolare gioco di prestigio: una persona era invitata a scegliere mentalmente una figura e indicare il riquadro in cui compariva; al fondo di ogni riquadro compariva il rimando a un'altra pagina, dando vita a un percorso di lettura non lineare che consentiva, a chi ne conosceva il segreto, di indovinare la figura pensata. ![]() Le istruzioni per giocare sono andate perdute, ma attraverso lo studio della sua struttura sono stato in grado di risalire al metodo di gioco. Ho dunque realizzato un fac-simile del libro, restaurandone tutte le tavole; l'opera finale consente di presentare con successo l'effetto magico a più di quattrocento anni dalla sua creazione. Ho inoltre realizzato una versione interattiva del gioco, che riproduce con assoluta precisione le tavole del libro e il percorso tra le sue pagine relativo a ciascuna immagine pensata. Il gioco è accessibile cliccando qui. ![]() Il ritrovamento è di straordinaria importanza, perché l'edizione del Passatempo che viene sempre citata è quella del 1620 (1) e si ignorava del tutto l'esistenza di una edizione 1603, che sposta indietro nel tempo di 4 anni la nascita del primo ipertesto magico interattivo della storia. _________________ (1) Per esempio qui. Pubblicato mercoledì 15 giugno 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • PermalinkIl mio primo libro di magia si intitolava La magia delle carte (Hoepli, 1943). In questo breve video, lo ricordo con affetto e un pizzico di magia. Per realizzare un video come questo, il materiale necessario è il seguente: • Un Samsung Galaxy Tab ![]() L'intera sequenza è filmata senza stacchi; l'editing video è riservato a ciò che avviene sullo schermo del Samsung Galaxy Tab, che deve simulare l'interazione con i vari "tocchi". Il filmato che scorre sul tablet è composto da questi pochi frame, opportunamente montati su una sequenza temporale (io ho usato Adobe Premiere Pro): • Lo sfondo del Samsung Galaxy Tab Sul tappeto verde si appoggiano uno sull'altro, perfettamente allineati, il quattro e il cinque di cuori, in modo che sembrino una carta sola. Sul dorso del Samsung Galaxy Tab si fissa un pezzo di biadesivo. Sarà sufficiente appoggiare il tablet al cinque di cuori e vi aderirà immediatamente: quando lo si alzerà per rimuoverlo dal tappeto, porterà via con sé la carta superiore, lasciando in vista soltanto il quattro. Poiché quello che scorre sul tablet non è un filmato interattivo, tutte le interazioni con il dito devono essere simulate, ed è quindi necessario allenarsi perché la sincronizzazione tra i movimenti della mano e le reazioni del tablet sia totale. Dopo aver finto di avviare l'applicazione Transparency™ e di cliccare sul suo pulsante centrale, la mano destra impalma un piccolo cuore di stoffa e finge di staccarlo dal centro della carta, nel momento preciso in cui una parte del disegno scompare dal video. Le dita della stessa mano "accarezzano" i due indici della carta, trasformando i 5 in 4. Alla fine, la mano si sposta sulla parte destra del tablet per spegnerlo e lo porta via. Grazie al biadesivo, la carta sembrerà essersi davvero trasformata nel quattro di cuori. Il testo deve accompagnare le immagini ed essere sincronizzato con quello che avviene sul video: la parola "touch" è allineata al primo tocco, "le sue pagine mi presero il cuore" si sovrappone al gesto della mano che prende il cuore dalla carta, e così via. Aggiunta una colonna sonora (io ho scelto il preludio in La maggiore di Chopin) e i titoli di coda, il video è pronto per essere caricato su YouTube. L'ispirazione per questo filmato me l'ha data Marco Tempest, il miglior illusionista tecnologico del mondo. Sostenitore della necessità di condividere i metodi dell'arte magica per stimolare la creatività di chi lavora in questo campo, Marco ha coniato l'espressione Open Source Magic; all'Essential Magic Conference 2010 l'ha presentata con queste parole: C'è ormai una comunità globale di prestigiatori e di studiosi che fanno ricerca nel campo della nostra arte per farla progredire. E proprio come avviene in ambito scientifico, credo sia una buona idea quella di condividere le nostre ricerche, le nostre conoscenze e metterle a disposizione degli altri maghi. Nella misura in cui si condividono le proprie ricerche, la magia può progredire più velocemente. Possiamo tutti contribuire a creare nuovi effetti magici per i prossimi millenni: userei l'espressione "Magia Open Source" per definire questo tipo di magia più interattiva e più coinvolgente, basata su una sempre maggiore collaborazione e condivisione dei risultati delle nostre ricerche Qualche giorno fa, Marco ha pubblicato su YouTube questo spettacolare filmato in cui sono coinvolti tre Ipod sincronizzati, invitando i visitatori a realizzare video simili. ![]() Una mia fotografia con Marco Tempest a New York A proposito del suo video, visitato da più di un milione di persone in una settimana, ha scritto: Inizialmente avevo concepito il video come una routine magica, ma dopo le prime riflessioni mi ha colto il sospetto che gli effetti magici distraessero eccessivamente dalla storia. Ho deciso di eliminare dall'equazione la domanda "Come ha fatto?" e virare su una routine più magica. L'obiettivo non era sfidare lo spettatore a domandarsi come avessi fatto: intendevo invece massimizzare l'impatto emotivo del messaggio attraverso un uso discreto dei miei dispositivi elettronici. La magia ha davvero la capacità di restituirci l'incanto. È un mezzo meraviglioso per comunicare un messaggio e raccontare una storia, e la tecnologia non è altro che un veicolo utile a catturare l'attenzione. Una visita virtuale a Rennes-le-Château Pubblicato martedì 7 giugno 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • PermalinkHo appena pubblicato su renneslechateau.it una serie di 12 brevi documentari attivabili a partire da alcune mappe geografiche, ognuno dei quali conduce attraverso una visita virtuale del villaggio. ![]() Tutti gli edifici civili (la Tour Magdala, Villa Bethania, la serra, la cappella privata) e i punti di interesse del giardino antistante la chiesa (la Madonna di Lourdes, il calvario, la grotta, lo studio-biblioteca, l'ingresso del cimitero e il frontone decorato della parrocchia) sono descritti attraverso fotografie, schemi e cartoline d'epoca; ogni documentario è corredato da testi esplicativi e link di approfondimento. ![]() Per chi non ha mai visitato i luoghi, si tratta di un'occasione per "aggirarsi" virtualmente attraverso i suoi elementi più curiosi; chi ha già trascorso del tempo nel villaggio, vi ritroverà intatta l'atmosfera originale, attraverso angoli e scorci indimenticabili. Del tour virtuale Richard Webster ha scritto: Mi piace la miscela di moderne fotografie a colori con immagini di repertorio di seppia antico - si coglie la sensazione di essere nel domaine molto bene, e in più aggiunge un contesto all'esperienza. Semplice, elegante, sobrio, ma ti porta lì, senza inutili fanfare, e consente di apprezzare le immagini per quello che sono. La visita virtuale a Rennes-le-Château è disponibile cliccando qui. Pubblicato sabato 4 giugno 2011 • Scritto da Raymond Smullyan • PermalinkUn filosofo si rinchiuse per dieci anni in uno stanzino per meditare sulla questione "Cos'è la vita?". Quando, finalmente, si decise ad uscirne e ritornare sulla strada, si imbatté in un vecchio collega, che gli chiese dove diamine fosse stato in tutti quegli anni. «In uno stanzino. Volevo sapere che cosa sia realmente la vita». «E hai trovato una risposta?» «Sì» replicò, «credo che il miglior modo di esprimerla sia che la vita è come un ponte». «Bene», ribattè il collega, «ma non potresti essere più esplicito? In che senso la vita è come un ponte?» «Oh», esclamò il filosofo dopo averci pensato per un po', «può darsi che tu abbia ragione; forse la vita non è come un ponte.» Pubblicato giovedì 2 giugno 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink
Bergman rispose: «Quando stai creando nel modo giusto il mulino a vento rotto c'è sempre.» (1) _________________ (1) Jack Bender, cit. in Carlo Dellonte e Giorgio Glaviano, Lost e i suoi segreti, Roma: Dino Audino Editore, 2007, p.138. |









Un giorno un critico cinematografico chiese a Ingmar Bergman se una delle sue famose immagini iconiche, Liv Ullmann e Max von Sydow che vanno verso l'orizzonte, il cupo orizzonte del nord, pieni di vergogna, trascinandosi dietro le loro cose su un carretto, e sullo sfondo c'è un mulino a vento rotto... il critico fece riferimento a quell'immagine del mulino rotto e chiese: «Signor Bergman, aveva messo nella sua sceneggiatura il mulino a vento rotto o ha semplicemente cercato una location e ne ha trovata una con un mulino a vento rotto?»