MARIANO TOMATIS

WONDER INJECTOR

Scrittore e illusionista
Mariano illumina le
meraviglie sul confine
tra Scienza e Mistero.

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All’alba dei libri: il Passatempo e il Laberinto

Pubblicato venerdì 8 giugno 2012 • Scritto da Alessandro Marzo Magno • Permalink

[…] Nella seconda metà del XVIII secolo comincia la pubblicazione di carte geografiche e di giochi da tavolo. Anche in quest’ultimo campo la tradizione della repubblica veneta è ben consolidata. Infatti a Verona, nel 1603, viene stampato il primo libro-game della storia, il Passatempo, seguito da un secondo testo, il Laberinto, di cui conosciamo due edizioni veneziane, nel 1607 e nel 1616. Purtroppo l’edizione del 1607 conservata alla Marciana è andata smarrita (probabilmente rubata), ne sono state identificate altre due a Firenze e a Londra. L’edizione del Passatempo del 1603 era sconosciuta ed è stata individuata soltanto di recente (primavera 2011), a Brescia, da Roberto Labanti, tecnico informatico, e da Mariano Tomatis, matematico e illusionista. Questi è stato anche in grado di ricostruirne il funzionamento: «Il libro veniva usato nelle corti italiane per presentare un singolare gioco di prestigio: una persona era invitata a scegliere mentalmente una figura e a indicare il riquadro in cui compariva; al fondo di ogni riquadro compariva il rimando a un’altra pagina, dando vita a un percorso di lettura non lineare che consentiva, a chi ne conosceva il segreto, di indovinare la figura pensata», spiega.

ll Passatempo e il Laberinto sono libri di una contemporaneità sorprendente: un ipertesto magico con tanto di icone, tuttavia necessariamente prive di interattività. Ne è autore un nobile veneto di cui si sa poco, Andrea Ghisi, che potrebbe essere però il medesimo e omonimo patrizio che nel luglio 1617 viene nominato podestà di Pirano, in Istria (oggi Piran, in Slovenia), e che qualche mese dopo ottiene dal Senato una sovvenzione di 1.000 ducati perché i pirati uscocchi e triestini hanno depredato la nave che stava trasportando i suoi beni. (1) […]

_________________

(1) Tratto da Alessandro Marzo Magno, L’alba dei libri, Garzanti, Milano 2012, pp.180-181.

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