Dopodomani il mio libro Te lo leggo nella mente sarà in libreria. Philip Bromberg ha descritto bene l’istante in cui l’autore deve separarsi dalla propria opera e mandarla nel mondo:

Un momento di sottile stress, questo. [...] I lettori hanno la totale libertà di trovare quello che ha scritto brutto, non interessante, completamente sbagliato e, peggio di tutto: di non comprenderlo. L’autore sta per perdere la possibilità di immaginare di essere riconosciuto “per chi è”. [...] Libro e scrittore non sono più la stessa cosa. (1) 

Immerso in questi pensieri, oggi ho trovato su una bancarella una copia di L’uomo eterno, scritto nel 1972 da Louis Pauwels e Jacques Bergier.

I due autori francesi sono stati tra i primi teorici del “realismo fantastico” – genere letterario incentrato sulle aree di confine della conoscenza, a cavallo tra scienza e fantascienza, con uno spiccato gusto per ciò che è anomalo, eretico o “maledetto”. Come i due scrivevano ne Il mattino dei maghi – libro-manifesto di tale corrente:

È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, nelle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l’irreale. [...] Generalmente il fantastico viene definito come una violazione delle leggi naturali, come l’apparizione dell’impossibile. Per noi non è affatto questo. Il fantastico è come una manifestazione delle leggi naturali, un effetto del contatto con la realtà quando essa viene percepita direttamente e non filtrata attraverso il velo del sonno intellettuale, attraverso le abitudini, i pregiudizi, i conformismi. (2) 

I loro libri sono sublimi accozzaglie di fatti, fattoidi e fantasie simboliche, mirate a evocare un ragionevole – ancorché straniante – senso della meraviglia. Non si leggono Pauwels e Bergier per conoscere la scienza o scoprire come funziona il mondo: il loro rigore è del tutto superficiale, aderendo piuttosto a un incontrollato entusiasmo dai risvolti più creativi che ineccepibili. Efficaci pungoli per osservare la realtà da punti di vista inediti, i due mettono la propria straordinaria visionarietà al servizio della meraviglia. Opponendosi a chi guarda con occhi annoiati il mondo – luogo colmo di contraddizioni, paradossi e pieghe misteriose – Pauwels scrive:

Quanto è ignorante il cuore e quanto manca d’amore l’intelligenza di coloro che si sentono soffocare, che si annoiano, che si disperano all’interno di tante sublimi stranezze e fiammeggianti enigmi! «Ah, il mondo è così bello – dice un eroe di Claudel – che bisognerebbe metterci qualcuno capace di non dormire!» (3) 

Il “realismo fantastico” è una risorsa preziosa per i mentalisti. Con i libri di Pauwels e Bergier, il mentalismo condivide l’obiettivo principale: quello di “offuscare il confine tra realtà e finzione e mettere in discussione gli schemi classici con cui si interpreta la realtà.” (4) 

Poiché il mio libro mira consapevolmente ad alimentare la confusione su tale confine, qualcuno potrebbe interrogarsi sulle ragioni di tali intenzioni, del tutto incompatibili con un approccio scientifico alla conoscenza. Prendo in prestito la risposta da Max Maven, che diceva:

Si può certamente vivere una vita senza Mistero, ma non credo che una vita del genere valga la pena di essere vissuta. (5) 

Max Planck denunciava così lo stato di apatia in cui versa gran parte dell’umanità:

La ragione per cui l’adulto non si meraviglia non è perché ha risolto gli enigmi della vita, ma perché si è abituato alle leggi che regolano la sua immagine del mondo. [...] Chi ha raggiunto lo stadio di non meravigliarsi più dimostra semplicemente di aver perduto l’arte del ragionare e del riflettere. (6) 

Ritenendo preziosa la capacità di convivere con l’Ignoto che ci circonda, credo che il mentalismo possa agire come pungolo per risvegliare l’uomo a tale dimensione, evocando meraviglia e sovvertendo gli schemi logici con cui osserviamo la realtà.

Riusciranno le mie pagine a presentare il mentalismo in questa chiave, come forma artistica in grado di abbellire esplicitamente la vita? In caso positivo, spero di aver evitato l’immodestia con cui Pauwels presentava L’uomo eterno scrivendo:

Ci sembra [...] legittimo presentare questa opera senza pretese come un Manuale di abbellimento della vita. Il lettore attento, scoprendo il modo di usare questo manuale, scoprirà al tempo stesso, anche se mancasse di una naturale allegria, l’importanza di esistere. E anche che esistere è esaltante, dal momento in cui la curiosità è stata risvegliata, e che l’esercizio della curiosità trasforma la vita in avventura poetica. (7) 


Note

1. Philip M. Bromberg, L’ombra dello Tsunami, Raffaello Cortina Editore, Torino 2012, p. 1.

2. Louis Pauwels e Jacques Bergier, Il mattino dei maghi, Mondadori, Milano 1963, pp. 14-15.

3. Louis Pauwels e Jacques Bergier, L’uomo eterno, Mondadori, Milano 1972, p. 8.

4. Mariano Tomatis, Te lo leggo nella mente, Sperling&Kupfer, Milano 2013, p. 11.

5. Cit. in Naomi Pfefferman, “Magician Max Maven Reads My Mind” in JewishJournal.com, 26.10.2011.

6. Max Planck, La conoscenza del mondo fisico, Bollati Boringhieri, Torino 1993, p. 361.

7. Louis Pauwels e Jacques Bergier, L’uomo eterno, Mondadori, Milano 1972, p. 9.
Il pezzo proseguiva in modo lirico: “Un mio amico, che è un fabbricante di assoluto, esercita la sua professione in una grande proprietà del mezzogiorno della Francia. L’assoluto è l’essenza estremamente concentrata di un fiore che entra a far parte della composizione di diversi profumi. Questo amico distilla assoluto di gelsomino. Di natura gioviale e artistica, egli ha ideato per i suoi ospiti un parco i cui viali sono formati da tappeti di piante che durante la passeggiata vengono calpestate sollevando così ondate successive di odori. Le aiuole fiorite si intrecciano all’ombra degli alberi. Nei luoghi in cui si sosta, si trovano secchielli da champagne nei quali il ghiaccio viene continuamente rinnovato dai giardinieri. Vorremmo che questo manuale facesse della vostra vita fantastica un viaggio [...] simile a una passeggiata in questo parco [che] ricorda la presenza di un ospite fabbricante di assoluto e di incantesimi.”

Tutti i post sono distribuiti con Licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0