COME SCOPRIRE CON LA MATEMATICA TUTTI I SEGRETI DEL PARANORMALE

23 gennaio 2013

Lettori geniali: le bizzarre geometrie di Zadig

Mentre scrive, ogni autore ha in mente un lettore ideale. Il lettore a cui io mi rivolgo non si accontenta delle pagine che ho scritto. Quando pubblico un libro, lo concepisco come un trampolino verso esperienze che vanno oltre i suoi confini. Le mie pagine suggeriscono approfondimenti, consigliano titoli, indirizzano verso regioni poco esplorate, invitano a proseguire il cammino lungo sentieri inediti.

Stringere la mano al proprio lettore ideale è un’esperienza notevole. Di recente mi è capitato con Riccardo Rampini.

Riccardo è un eccellente illusionista, con studi ingegneristici alle spalle e interessi storici per le origini della prestigiazione. Curatore del curioso database Findacadabra, con il nome d’arte Zadig si è esibito nel corso di una serata organizzata dal CICAP Lombardia il 3 luglio 2010.

Reduce dalla lettura del mio libro La magia dei numeri, Zadig si è lasciato ispirare da uno dei temi meno sfruttati nell’ambito dell’illusionismo: quello delle geometrie sacre.

È vero che, collegando opportunamente cime di montagne, città e luoghi notevoli, si possono disegnare su una mappa figure geometriche dai significati occulti? Scrivevo:

La ricerca di schemi geometrici sulle mappe non ha confini, e risale almeno al 1921, quando Alfred Watkins (1855-1935) per primo ipotizzò l’esistenza di allineamenti tra megaliti e monumenti preistorici in terra inglese, lungo linee di energia che sarebbero state in seguito battezzate Ley Line. Innumerevoli cultori della geometria sacra hanno scandagliato le mappe della propria regione in cerca di linee rette o disegni più o meno complessi, [elaborando] tante variazioni sul tema, in gran parte piuttosto strampalate.(1)

Nel corso del suo spettacolo, organizzato nei dintorni di Milano, Zadig ha proiettato una mappa della Lombardia. Un punto rosso indicava il luogo dell’esibizione:

L’esperimento si apriva con queste parole:

Il nostro corpo è elettricità. Il cervello è un incredibile ricettore di segnali elettromagnetici. Anche se non ne siamo consapevoli, siamo di fatto delle antenne. I nostri pensieri risentono dalla presenza di altri individui, e ne sono influenzati. Insieme alle altre persone diventiamo quindi un unico corpo pensante. Con un esperimento, cercheremo di mettere alla prova tale possibilità.

Uno spettatore fu invitato a scegliere una carta da gioco, e la scelta cadde sul 7 di quadri. Zadig continuò:

Le zone che influenzano maggiormente i nostri pensieri sono - ovviamente - quelle a maggior concentrazione di persone, come le città. In questo momento ci troviamo in Lombardia, più precisamente sul punto che ho evidenziato in rosso. Com’è noto, il raggio entro il quale ha effetto il "condizionamento elettromagnetico" è pari a 100 km. Nel nostro caso, le città capoluogo comprese entro questo raggio d’azione sono queste:

Collegando in modo opportuno le città capoluogo, Zadig concluse:

Fino a ora, queste città hanno suggerito alla tua mente una sola cosa: di scegliere il 7 di quadri!

Di fronte a dimostrazioni tanto originali, mi levo il cappello incantato. Bravo Riccardo!

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(1) Mariano Tomatis, La magia dei numeri, Kowalski, Milano 2010.

Questo post è stato pubblicato da Mariano Tomatis il 23 gennaio 2013 nella categoria UFOLOGIA

14 giugno 2010

L'evoluzione dei cerchi nel grano

Ora è addirittura Nature a occuparsi dell'evoluzione geometrica dei cerchi nel grano. In questo articolo Richard Taylor ritiene che dietro i crop circle ci siano team, gruppi ben organizzati di artisti, matematici e informatici, attrezzati di tutto punto sotto il profilo tecnologico e scientifico.

Un esempio di costruzione geometrica di crop circle la offre Margherita Campaniolo sul suo sito, ispirandosi al cerchio comparso in Sicilia a Riesi nel 2008:

Con poche e semplici istruzioni, è possibile realizzare questo:

Non male, eh?

Questo post è stato pubblicato da Mariano Tomatis il 14 giugno 2010 nella categoria UFOLOGIA

3 maggio 2010

La geometria dei cerchi nel grano

Ma come si fa un cerchio nel grano? Un po' di geometria aiuta.

Bisogna preparare in anticipo uno schema come questo, ben quotato (il bel disegno è di Francesco Grassi).

All'imbrunire, ci si ritrova in una pizzeria per discutere dei dettagli. In questa foto sembro più interessato al menu che non al cerchio:

Poi si va sul campo e si abbatte il grano. Eccomi, con Andrea Salsi, al centro di uno dei quattro piccoli cerchi. E' la notte del 2 luglio 2005.

La mattina successiva, si noleggia un ultraleggero e si sorvola la formazione.

Il risultato è fedele al progetto originale:

L'ho fatta breve perché i prestigiatori non svelano i propri trucchi. In realtà, la sensazione più bella è quella di trovarsi, nel cuore della notte, in un luogo del tutto improbabile, ad accarezzare il grano immersi nel canto dei grilli.

E se siete proprio curiosi, qui qualche dettaglio in più lo potete trovare.

In ogni caso, i più bravi sono loro.

Questo post è stato pubblicato da Mariano Tomatis il 3 maggio 2010 nella categoria UFOLOGIA

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