La Femme invisible
Journal des débats et des décrets, Paris 13 febbraio 1800, p. 2.
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Nel feuilleton, un pezzo anonimo intitolato «La Femme invisible» invita il lettore a un «piccolo atto di umiltà»: salire al quarto piano del n. 40 di rue des Prêtres-Saint-Germain-l'Auxerrois, in una stanza spoglia, dove si sente e si interroga la donna invisibile senza apparati prestigiosi, e dove si dichiara che non vi è stregoneria ma solo acustica e ottica. Descrive una lunga cassa di latta, vetrata in alcuni punti, sospesa a un soffitto bassissimo con quattro catenelle di ferro, con un cornetto acustico isolato dalle pareti: la donna risponde subito, soffia sulla mano e nomina gli oggetti presentati all'imboccatura (orologio, tabacchiera). Per trenta soldi, conclude l'autore, si scopre un luogo dove ogni scienza fisica naufraga: «c'è quasi dell'onore a fallire contro la Fantasmagorie», ma contro la donna invisibile anche il giornalista ha fallito. Nella stessa pagina, nella recensione del Délire all'Opéra-Comique, si dice che si va a vedere l'attore Gavaudan come si va a vedere la donna invisibile, «uno spettacolo che bisogna aver visto, ma che non si vede due volte». Trascrizione integrale e traduzione italiana.
Lingua
Francese