
C’è qualcosa di profondamente malinconico nel leggere il “Testamento di Jérôme Sharp” (1786). Non è solo un manuale di illusionismo, né un semplice trattato sulla percezione e l’inganno. È una soglia aperta su un mondo perduto, un’epoca in cui la meraviglia era un’arte performativa pubblicamente celebrata e l’illusione un sapere raffinato.
Il titolo stesso non è un mero artificio letterario. Decremps costruisce la finzione di un maestro illusionista che, in punto di morte, affida ai suoi eredi il segreto dei suoi trucchi. Ma questo Testamento è anche il lascito simbolico di un’epoca: quella dei ciarlatani erranti, dei prestigiatori da fiera, degli ingegni capaci di meravigliare un pubblico che il secolo dei Lumi voleva educare al disincanto, esortandolo ad abbandonare la fascinazione per l’illusione e a diffidare di ciò che non poteva essere spiegato razionalmente... (continua sul blog, link al primo commento)
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mercoledì 19 febbraio 2025, 1 anno fa · Questo post è stato liberato da Meta e trasferito su un blog personale, al riparo da ogni tracciamento.
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