Quale giorno migliore di Halloween per visitare il Profondo Rosso Store di Roma? Sabato 31 ottobre 2026 ho trascorso la mattinata nell’antro dedicato al maestro del brivido, uscendone con una copia del volume Il museo degli orrori di Dario Argento (2017) (1) , autografata da Luigi Cozzi in persona, curatore del libro.

Tra le sue pagine mi aspettava una sorpresa: Il Computer del Destino, un racconto a fumetti scritto da Nicola Lombardi, illustrato da Gianni Originario e dedicato a una misteriosa macchina capace di predire il futuro.

Nicola Lombardi

Il computer del destino

Il museo degli orrori di Dario Argento, Profondo Rosso, Roma.

Sulla strada verso casa ho deciso di riportarla in vita.

Ambientata nel leggendario Museo degli Orrori di Dario Argento, la storia racconta di un computer che promette di svelare il futuro combinando sofisticati algoritmi e formule segrete tratte da antichi trattati di alchimia e divinazione.

Il suo funzionamento è semplice e terrificante. Basta interrogarlo perché sullo schermo compaia un simbolo, dietro il quale si nasconde un presagio. Una montagna può annunciare un’avventura o una sfida mortale. Un occhio può rivelare che qualcuno vi sta spiando. Un cuore può promettere un amore travolgente... o un infarto fulminante.

Nel fumetto, un incontro con il Computer del Destino prende una piega macabra, fino a suggerire che certe profezie possano avverarsi nel modo più raccapricciante.

Luigi Cozzi (ed.), Il museo degli orrori di Dario Argento, Profondo Rosso, Roma 2017, pp. 98-9.

Ho ricostruito la macchina immaginando di ritrovarla, dopo decenni di abbandono, in un angolo dimenticato del Museo degli Orrori: un vecchio computer a fosfori verdi, corroso dalla ruggine, coperto di polvere e ragnatele, ancora capace di scrutare nelle tenebre del futuro.

Ora è pronto a rispondere anche alla tua domanda. Ma rifletti bene, prima di premere CONSULTA: vuoi davvero conoscere il tuo futuro?

Interroga il Computer del Destino


Note

1. Luigi Cozzi (ed.), Il museo degli orrori di Dario Argento, Profondo Rosso, Roma 2017, pp. 97-9.

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