MARIANO TOMATIS

WONDER INJECTOR

Scrittore e illusionista
Mariano illumina le
meraviglie sul confine
tra Scienza e Mistero.

In libreria e in ebook

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Il semaforo sulla 1st Avenue

Pubblicato sabato 30 aprile 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Il semaforo all’incrocio tra la 1st Avenue e Saint Marks Place, uno dei 11871 di New York:

La sua particolarità è quella di funzionare anche in fotografia (come dimostra questo mio scatto):

Photo taken on April 18, 2011 with Olympus E-620.


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Times Square in cinemagraph

Pubblicato venerdì 29 aprile 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Una mia istantanea di Times Square ispirata alle cinemagraphs di Jamie Beck.

Photo taken on April 17, 2011 with Olympus E-620.

Ai piedi del Ghostbuster Building

Pubblicato mercoledì 27 aprile 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Il curioso palazzo art deco che sorge al 55 di Central Park West è noto a New York come Ghostbuster Building. Nelle vicende narrate nell’omonimo film di Ivan Reitman, venne eretto nel 1920 da Ivo Shandor, sacerdote del culto di Godzer il Godzeriano: tale divinità sumera, in grado di provocare la fine del mondo, poteva essere evocata utilizzando l’edificio come un mistico magnete. Sulla sua sommità si svolge la sequenza finale del film, durante la quale i quattro acchiappafantasmi devono affrontare l’ira di Godzer armati di quattro zaini protonici.

Nel film il palazzo è reso più alto da un ritocco della pellicola; le seguenti inquadrature prese da Central Park, evidenziano una struttura molto più alta di quella effettiva:

Due fotogrammi del film Ghostbuster (ai minuti 16:11 e 48:15)

In realtà il palazzo è una delle più notevoli realizzazioni del duo di architetti newyorchesi Simon I. Schwartz e Arthur Gross, che lo disegnarono negli Anni Venti; venne eretto nel 1929, ed ebbe tra i suoi inquilini Ginger Rogers e Calvin Klein.


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A casa di Martin Mystère

Pubblicato sabato 23 aprile 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Il sito ufficiale di Martin Mystère riferisce di un fenomeno diffuso tra i fan del celebre fumetto Bonelli:

La stampa italiana dedica frequentemente articoli al Detective dell’Impossibile; nella maggior parte di essi, Martin viene trattato come una persona in carne e ossa: lettori e giornalisti si divertono infatti a credere che esista realmente, e che Alfredo Castelli – l’autore della serie – sia semplicemente il suo biografo. Washington Mews, la via di New York in cui Martin abita, all’inesistente n. 3/a, è divenuta meta di veri e propri pellegrinaggi da parte dei lettori, un po’ come l’edificio al n. 221/b di Baker Street, a Londra, immaginaria residenza di Sherlock Holmes.

Washington Mews ritratta da Giancarlo Alessandrini in Martin Mystère 121.

In linea con questa analisi, nei giorni scorsi ho raggiunto la splendida Washington Mews, un vicolo privato nel Greenwich Village di New York.

La viuzza è intitolata alle “scuderie” (mews) di Washington perché originariamente ospitava da una serie di stalle adiacenti a Washington Square; oggi il complesso è sede di alcuni edifici e uffici annessi alla vicina New York University — con la quale Martin Mystère collabora nella finzione narrativa.

La presenza di rampicanti sulle pareti in mattoni imbiancati conferisce alla strada un aspetto molto simile a quello che doveva avere New York nei secoli scorsi, e fa di Washington Mews un angolo della Grande Mela di grande suggestione.


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JiGaZo, il puzzle definitivo

Pubblicato venerdì 22 aprile 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Trovandomi nel più grande negozio di giocattoli del mondo e ricordandomi del consiglio di Max Maven, ho acquistato JiGaZo, un puzzle edito dalla Hasbro e realizzato dalla geniale mente creativa di Mark Setteducati, con la preziosa consulenza informatica di Ken Knowlton.

JiGaZo è il puzzle definitivo: i suoi 300 pezzi presentano sfumature seppiate che vanno dal bianco al nero, e possono essere disposti in un’infinità di modi diversi a comporre immagini sempre differenti. Nella sua confezione, un CD contiene un programma per computer che trasforma qualsiasi fotografia in una mappa di pezzi. Caricando una fotografia con il mio volto, JiGaZo produce uno schema di questo tipo, che distribuisce i 300 pezzi identificandoli ognuno con una piccola icona:

Ogni pezzo del gioco presenta una icona sul dorso: disponendoli tutti nell’ordine e nel verso indicati sulla mappa, si ottiene una immagine che riproduce — a una risoluzione decente — la fotografia caricata all’inizio. Ecco i 300 pezzi disposti a formare il mio viso:

Gli stessi pezzi possono essere rimescolati un’infinità di volte, a formare volti differenti. Il CD riporta, ad esempio, le mappe per realizzare la Gioconda e altre quattro immagini a sorpresa.

JiGaZo costa appena 10 euro, ma si tratta di un gioco concettuale di straordinario fascino. Ecco un video del gioco in cui l’immagine di un cane si trasforma nella mascotte della Hasbro:

Il catalogo ACME e le mie esercitazioni universitarie

Pubblicato giovedì 7 aprile 2011 • Scritto da Mariano Tomatis • Permalink

Esce per l’editore Panini il “Catalogo ACME”, la ricca raccolta di strumenti di morte usati da Wile Coyote contro Road Runner nella nota serie della Warner Bros. Come recita la presentazione del divertentissimo libro:

Il catalogo offre oltre 85 articoli, tutti orgogliosamente non conformi ai regolamenti federali e irrispettosi di qualunque dettame di buona creanza.

Dall’incudine alla dinamite, dalla tagliola al buco portatile, fino alla carota esplosiva e le ali da pipistrello, il catalogo ha un elegante stile vintage ed è stato scritto da Charles Carney. Le belle illustrazioni sono state realizzate da Scott Grass.

Sfogliarlo mi ha riportato alla mente le complicate (e letali) macchine da me progettate durante le lezioni universitarie, che per diversi anni — con un certo senso dell’ironia — la mia prof di Fisica ha usato per aprire il suo corso presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino.

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