Charles-Yves Cousin d'Avallon

Fantasmagorie, Femme invisible

Charles-Yves Cousin d'Avallon, Mes promenades philosophiques et critiques dans Paris, Pigoreau | Frères Pillot, Paris 1801, pp. 49-52.

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Nel capitolo "Fantasmagorie, Femme invisible" l'autore racconta la sua visita alla fantasmagoria di Robertson, dove il "magicien" pretendeva di fargli vedere ciò che non vedeva: deluso, se ne andò rimpiangendo il suo petit écu. Subito dopo visitò un "nouveau magicien" che mostrava la femme invisible: un vaso di vetro con un orifizio attraverso cui si interrogava la donna, che rispondeva senza che si scorgesse traccia di creatura umana. Riferisce che i parigini si dividevano tra chi gridava al ciarlatanismo e chi al prodigio, con scommesse sul segreto, e ne trae una riflessione sulla volubilità dei parigini, facili prede dei ciarlatani. Trascrizione integrale e traduzione italiana.

Lingua

Francese

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