La Medium

Nell’Ottocento, per far sparire una donna, a un illusionista bastavano una sfera di cristallo e un’intercapedine; a un medico, un certificato e le mura di un manicomio. La Medium, spettacolo teatrale di e con Marta Cuscunà liberamente tratto da Incantagioni di Mariano Tomatis, tenta il trucco più difficile: farla riapparire.

Una donna invisibile

Molti numeri che hanno fatto la storia della magia ricalcano un copione sessista: uomini che, per dare prova del loro potere, usano come strumento il corpo di una donna che, intera o a pezzi, sparisce. L’illusionista ottocentesco Charles Rouy era celebre per il numero della «Donna invisibile». Sua figlia Hersilie (1814-1881), nata a Milano, sarebbe scomparsa per davvero.

Marta Cuscunà in scena in La Medium. Foto di Alice Zorzin

Donna indipendente, compositrice e maestra di musica, nel 1854 Hersilie Rouy viene rinchiusa ingiustamente in manicomio con il pretesto del suo interesse per il sonnambulismo e il magnetismo animale. Durante quattordici anni di prigionia documenta i soprusi subiti in un diario-denuncia, scritto anche con il proprio sangue.

Per sopravvivere trasforma le tecniche di illusionismo ereditate dal padre in strumenti di resistenza: messaggi segreti, identità fittizie, astuzie teatrali. Si firma con nomi simbolici — tra cui «Madame Pulcinella» — e diventa guida e voce delle altre internate della Salpêtrière, culla degli studi sull’isteria femminile. Una volta libera, non smette di rivendicare la propria identità e la propria libertà, fino a ottenere la modifica della legge francese del 1838 sull’internamento manicomiale.

A quasi cinquant’anni dalla riforma Basaglia, che ha disposto la chiusura dei manicomi, La Medium fa riemergere la storia di una pioniera che, in clamoroso anticipo sui tempi, ne ha denunciato i soprusi: una vicenda in cui la magia non serve a stupire, ma a sopravvivere.

Lo spettacolo

La Medium si presenta come «uno spettacolo di mentalismo femminista». Marta Cuscunà si trasforma in una medium che offre alle donne invisibili, troppe volte fatte sparire, nuovi corpi in cui materializzarsi. Tra illusionismo, sedute spiritiche e tradizioni popolari come le guarattelle napoletane, lo spettacolo unisce l’artigianalità del teatro di figura alla ricerca tecnologica e svela il rapporto tra corpo femminile e potere patriarcale, trasformando il teatro in un dispositivo di liberazione simbolica.

Prodotto da Etnorama e coprodotto, tra gli altri, dal Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Teatro Vascello di Roma il 28 e 29 ottobre 2026, per il Romaeuropa Festival, e prosegue in tournée fino a maggio 2027.

Rassegna stampa

Il debutto romano ha acceso l’interesse della stampa: dagli annunci e dalle interviste delle settimane precedenti, come quella a Marta Cuscunà uscita su la Lettura, fino alle recensioni apparse dopo le prime repliche, ecco gli articoli che hanno accompagnato la riapparizione di Hersilie Rouy.

Madame Pulcinella e le guarattelle napoletane

Nella storia di Hersilie Rouy, oltre all’illusionismo, entra prepotentemente il richiamo a Pulcinella come simbolo di resistenza all’oppressione subita dalle donne internate alla Salpêtrière. Per questo la sua rivolta è raccontata in scena attraverso le guarattelle, gli spettacoli di burattini a guanto della tradizione napoletana, realizzate e dirette da Irene Vecchia.

L’arte delle guarattelle è una tradizione popolare tramandata oralmente da più di 500 anni. Protagonista e anima delle storie è Pulcinella, un essere libero che con la sua voce magica rinnova in scena l’eterno conflitto tra bene e male. Le guarattelle sono uno spettacolo anarchico, votato allo svelamento delle ingiustizie e al rovesciamento del potere: il teatro dei burattini non diventa così un’operazione da museo, ma uno strumento potente di denuncia dei soprusi del sistema patriarcale e della violenza di genere.

Le medium, artiste dell’illusione

La Medium rievoca l’immaginario dei salotti esoterici europei tra Ottocento e Novecento, dove si tenevano spettacolari sedute spiritiche le cui protagoniste erano donne-medium che, per le loro particolari capacità, furono studiate e analizzate fin nella loro intimità.

In quegli anni, in Italia e in Europa, le performance medianiche attiravano non solo i maggiori esponenti della comunità scientifica, ma anche tanta gente comune: l’interesse per i fenomeni medianici si sommava al fascino di uno spettacolo in piena regola, con atti simili a quelli esibiti nei teatri di tutto il mondo da prestigiatori e illusionisti. Il pubblico era prevalentemente maschile e borghese, e vi si univano scienziati chiamati a “certificare” i poteri medianici.

La medium italiana Eusapia Palladino diventò una “star” dei salotti dell’epoca, esempio di come, in un mondo abitato da illusionisti uomini, le donne siano riuscite a guadagnarsi un proprio spazio. Le medium, al pari dei loro colleghi illusionisti, erano artiste e performer in piena regola.

Teatro di figura e robotica: la collaborazione con AIRLab

Il progetto scenografico di La Medium si colloca al crocevia fra teatro di figura, riflessioni sulle tecnologie emergenti e ricerca accademica. Il desiderio di introdurre nello spettacolo forme di automazione è nato nel 2022 dal dialogo con Federico Espositi, all’epoca dottorando presso il laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano (AIRLab), coordinato dal professor Andrea Bonarini.

Espositi stava progettando dispositivi aptici che permettessero a una performer di percepire l’incarnazione del proprio corpo all’interno di una stanza, come se nel metaverso potessimo abitare l’avatar di una forma non antropomorfa, quella di uno spazio chiuso. Oggi realtà virtuale e metaverso sono la nuova frontiera tra possibile e impossibile: presenze non umane e mondi altri ci proiettano verso nuove forme di relazione e percezione sensoriale. Il confronto con le ricerche di AIRLab ha permesso di indagare le potenzialità che questo settore può offrire al teatro di figura per creare nuove illusioni e ridefinirne i linguaggi.

Tournée

• 28-29 ottobre 2026 – REF Romaeuropa Festival, Teatro Vascello, Roma.
• 7-8 novembre 2026 – CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Teatro Palamostre, Udine.
• 10-20 dicembre 2026 – Teatro Studio Melato, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Milano.
• 11-14 marzo 2027 – Centro Teatrale Bresciano, Teatro Borsoni, Brescia.
• 23 marzo 2027 – Teatro Cuminetti, Trento.
• 5 maggio 2027 – Teatro Studio, Bolzano.

Residenze artistiche

• Bergamo (luglio 2022): presso TAD Residency, a cura di Festival Danza Estate, Teatro tascabile di Bergamo, Contemporary Locus.
• Firenze (novembre 2022): presso Il Lavoratorio, studio sulla ventriloquia con Francesca Della Monica.
• Gambettola (marzo 2023): presso Casa Fellini, in collaborazione con Teatro del Drago, studio sulle tecniche di medianità con la medium Sandra Gridelli.
• Parigi (dicembre 2023): presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi per scrittura del testo e ricerche d’archivio con Francesca Di Fazio.

Crediti

Di e con Marta Cuscunà
Scene Paola Villani
Assistenza alla regia e direzione tecnica Marco Rogante
Costruzioni scenografiche e automazioni Simone Spangaro
Disegno luci Luigi Biondi
Disegno del suono Mauro Martinuz e Michele Braga
Realizzazione e regia delle guarattelle Irene Vecchia
Costumi Chiara Venturini
Esecuzione tecnica dal vivo Marco Rogante e Simone Spangaro
Con la partecipazione speciale di Marco Rogante e Giusi Merli
Consulenza artistica Giacomo Raffaelli
Consulenza sul potenziale performativo della robotica sociale Federico Espositi
Supporto alla ricerca scientifica in ambito francese Francesca Di Fazio
Decorazioni scenografiche Elisabetta Ferrandino
Foto di scena Alice Zorzin
Liberamente tratto da Incantagioni di Mariano Tomatis
Direzione di produzione Laura Marinelli
Distribuzione Jean-François Mathieu
Organizzazione Roberta Zucchiatti

Produzione Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi
Coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile di Bolzano
Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Ringraziamenti

Andrea Bonarini, Thierry Collet, Francesca Della Monica, Sandra Gridelli, Grazia Labagnara, Aurélie Prévost, Andrea Macaluso, Paola Tognon, Roberta Colombo, Famiglia Cuscunà, AIRLab laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano, Trapper, TAD Residency di Bergamo, Il Lavoratorio di Firenze, Teatro del Drago di Ravenna, Casa Fellini di Gambettola, Istituto Italiano di Cultura di Parigi

Le memorie di Hersilie Rouy

Chi vuole conoscere la storia di Hersilie Rouy oltre il palcoscenico può leggerla nelle pagine da cui proviene. Nel 2026 la Collana Hersilie Rouy, edita da Mesmer, ha pubblicato in italiano, nella traduzione di Mariano Tomatis, i due libri che nella Francia di fine Ottocento raccontarono la vicenda della «donna invisibile»: da un lato la sua voce diretta, dall’altro il racconto romanzato di chi l’aiutò a ottenere giustizia. I due volumi estendono così il progetto di Incantagioni, che alla sua storia dedica un intero capitolo.

• Memorie della donna invisibile (Mesmer, Torino 2026, 528 pagine) è la traduzione italiana delle Mémoires d’une aliénée, pubblicate postume a Parigi nel 1883 a cura di Édouard Le Normant des Varannes. È il racconto in prima persona di Hersilie Rouy (1814-1881) — lettere, documenti, ricordi e proteste — dall’internamento forzato del 1854, quando fu dichiarata morta e cancellata dai registri, fino alla liberazione del 1868. Il titolo italiano riprende quello del capitolo di Incantagioni dedicato alla sua storia. La scheda del libro è consultabile qui; può essere acquistato cliccando qui.

• Memorie d’un foglio di carta (Mesmer, Torino 2026, 358 pagine) è la traduzione del romanzo Mémoires d’une feuille de papier écrits par elle-même, pubblicato a Orléans nel 1882 da Édouard Burton, pseudonimo dello stesso Le Normant des Varannes. A raccontare è un atto di nascita che passa di mano in mano nell’Europa dell’Ottocento, tra menzogne, sostituzioni e segreti: sotto nomi di fantasia, l’autore rielabora documenti e fatti reali della vicenda di Hersilie, offrendone un controcampo romanzesco uscito un anno prima delle memorie. La scheda del libro è consultabile qui; può essere acquistato cliccando qui.

Bibliografia ragionata

Per chi voglia proseguire il viaggio oltre il palcoscenico, una selezione di letture, spettacoli e programmi che dialogano con La Medium: dalle fonti dirette della drammaturgia agli studi su magnetismo e spiritismo, fino ai romanzi, al teatro e alla televisione che hanno raccontato medium, sonnambule e illusionisti.

Le fonti dello spettacolo. Il punto di partenza è Incantagioni, il libro in cui Mariano Tomatis rilegge le storie di veggenti, sibille e sonnambule come vicende di liberazione. Tra queste c’è quella di Hersilie Rouy, che si può ascoltare dalla sua stessa voce nelle memorie pubblicate dopo la sua morte, oggi tradotte in spagnolo e in italiano.

• Hersilie Rouy, Mémoires d’une aliénée, a cura di Édouard Le Normant des Varannes, Paul Ollendorff, Parigi 1883.
• Hersilie Rouy, Yo no soy la señorita Chevalier. Memorias de una loca, traduzione di Mar Llinares, Siglo XXI de España Editores, Madrid 2015.
• Mariano Tomatis, Incantagioni. Storie di veggenti, sibille, sonnambule e altre fantasmagoriche liberazioni, Nero Edizioni, Roma 2022.
• Mariano Tomatis, Incantagioni. Il dossier, Mesmer, Torino 2022.
• Hersilie Rouy, Memorie della donna invisibile, a cura di Édouard Le Normant des Varannes, traduzione di Mariano Tomatis, 2026.

Medium, sonnambule e sedute spiritiche. Magnetismo animale, ipnotismo e spiritismo hanno attraversato l’Ottocento in bilico tra scienza e spettacolo, facendo spesso del corpo femminile il proprio terreno di prova. Questi studi ne ricostruiscono la storia: dalle sonnambule italiane ai tavoli semoventi della Trieste del 1853, dal rapporto tra fotografia e scienze della mente all’invisibile nell’arte, fino all’indagine scettica di Piero Angela sulla parapsicologia.

• Carlo Vigilio Rupnick, Trieste magnetica. Esperimenti con i tavoli semoventi (1853), ristampa MGS Press, Trieste 2026.
• Piero Angela, Viaggio nel mondo del paranormale. Indagine sulla parapsicologia, Garzanti, Milano 1978.
• Simona Cigliana, La seduta spiritica. Dove si racconta come e perché i fantasmi hanno invaso la modernità, Fazi, Roma 2007.
• Clara Gallini, La sonnambula meravigliosa. Magnetismo e ipnotismo nell’Ottocento italiano, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2013.
• Daniela Scala (a cura di), Fotografia e scienze della mente tra storia, rappresentazione e terapia, Aracne, Canterano 2018.
• Massimiliano Gioni, Daniel Birnbaum, Marta Papini, Fata Morgana. Memorie dall’invisibile, Fondazione Trussardi – Electa, Milano 2025.

Voce, mente e corpo. Mentalismo e ventriloquio sono le tecniche con cui, in scena, la medium presta la voce a chi non c’è più. Accanto a loro, una riflessione su come la tecnologia, oggi come ieri, sia uno dei dispositivi con cui si osserva e si governa il corpo delle donne.

• Mariano Tomatis, Te lo leggo nella mente. Impara l’arte del mentalismo, Sperling & Kupfer, Milano 2013.
• Steven Connor, La voce come medium. Storia culturale del ventriloquio, Sossella Editore, Fano 2021.
• Laura Tripaldi, Gender Tech. Come la tecnologia controlla il corpo delle donne, Laterza, Bari 2023.
• Piersandra Di Matteo, A bocca chiusa. Effetti di ventriloquio e scena contemporanea, Sossella Editore, 2024.

Romanzi e altre letture. La narrativa ha raccontato spesso le donne rinchiuse, osservate e rese invisibili: le pazienti della Salpêtrière nei romanzi di Per Olov Enquist e Victoria Mas, i magnetizzatori della Parigi rivoluzionaria di Wu Ming, le madri e le antenate inghiottite dal silenzio nelle pagine di Maria Grazia Calandrone e Nadia Terranova.

• Per Olov Enquist, Il libro di Blanche e Marie, Iperborea, Milano 2006.
• Wu Ming, L’armata dei sonnambuli, Einaudi, Torino 2014.
• Victoria Mas, Il ballo delle pazze, Edizioni e/o, Roma 2021.
• Desy Icardi, La fotografa degli spiriti, Fazi Editore, Isola del Liri 2022.
• Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata, Einaudi, Torino 2022.
• Marina Pierri, Spettri, Einaudi, Torino 2024.
• Enrico Pastore, Che peccato essere una curiosità, Miraggi Edizioni, Torino 2024.
• Nadia Terranova, Quello che so di te, Ugo Guanda Editore, Milano 2025.

A teatro, alla radio, in televisione. Medium e illusionisti hanno abitato a lungo la scena e lo schermo: dall’opera di Gian Carlo Menotti su una medium truffatrice al teatro di Eduardo De Filippo, dove un illusionista fa sparire una moglie, fino ai programmi che hanno portato la magia nelle case degli italiani.

• Eduardo De Filippo, Sik Sik, l’artefice magico.
• Gian Carlo Menotti, La medium, tragedia in due atti, parole e musica, 1946.
• Eduardo De Filippo, La grande magia, Einaudi, Torino 1973.
• Silvan, Sim Salabim, trasmissione televisiva, 1973-1976 (disponibile su RaiPlay).
• David Copperfield – L’uomo impossibile, Italia 1, 2012.
• Tlon, «Il nostro corpo di dolore», post Instagram, 20 agosto 2023 (link).
• Medium, programma ideato e condotto da Giacinto De Caro, con la partecipazione di Elisabetta Lupano, Radio Techetè, 2025 – in corso (disponibile su Rai PlaySound).

  Fonte I testi di presentazione sono tratti, con adattamenti, dal comunicato stampa di La Medium (Etnorama, 2026).

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