La Donna invisibile

La Donna invisibile.

Volete fare un piccolo atto d’umiltà? Andate in rue des Prêtres-Saint-Germain-l’Auxerrois, n°. 40; salite per una scaletta assai modesta, e anche piuttosto buia, al quarto piano, in una stanza che non ha altro ornamento che le quattro mura, luogo che sa di sabba, come dice La Fontaine. È là che vedrete, o piuttosto che non vedrete, la Donna invisibile; è là che sarete da lei visti, uditi, che vi sarà data risposta. Nessun apparato magnifico né prestigioso; nessun incanto, neppure quello delle parole della ciarlataneria. C’è di più: per completare la vostra umiliazione, vi si dirà francamente, ingenuamente, che non si è affatto stregoni; che lì non c’è nulla che non sia naturale, nient’altro che acustica e ottica. Figuratevi infatti un lungo cassone di latta, vetrato in alcuni punti, sospeso a un soffitto molto basso per mezzo di quattro catenelle di ferro; adattate a una delle estremità di questo cassone un portavoce, un cornetto acustico, di cui un capo si presenta alla bocca di chi vuole intrattenersi con la Donna invisibile e l’altro mette nel cassone: il tutto perfettamente isolato, e senza alcuna comunicazione con le pareti della stanza. Consultate, parlate, vi si risponde subito. Pregate che vi si soffi sulla mano, e sentirete per la via del cornetto l’impressione del soffio. Presentate all’imboccatura del cornetto un oggetto qualunque, un orologio, una tabacchiera, e vi sarà nominata la cosa che presentate. Dov’è dunque questa Donna invisibile? È nel cassone, dice un’iscrizione; è dove è; cercate, frugate, contate i buchi del pavimento, mettete alla tortura la vostra immaginazione, formate mille congetture, mille ragionamenti; dov’è? Non lo sapete più di prima; e per i vostri trenta soldi avete appreso che, senza andare a cercare più lontano, c’è in rue des Prêtres-Saint-Germain l’Auxerrois un piccolo luogo dove tutta la vostra scienza fisica, acustica, ottica, meccanica ha potuto fare naufragio. È quasi un onore fallire contro la Fantasmagoria; ma contro la Donna invisibile, in verità... Non diciamo di più, vi abbiamo fallito noi stessi.

Varietà. Comédie italienne (estratto)

Le rappresentazioni del Délire continuano, e il pubblico non sembra ancora guarito da questa follia; la commedia non si applaude; non la si considera neppure un’opera d’arte. Il Délire non è una commedia; è una parte; ma una parte singolare e bizzarra; si va a vedere l’attore come si vanno a vedere i giochi alla fiera, come si va a vedere la Donna invisibile; è uno spettacolo che bisogna aver visto, ma che non si vede due volte. [...]

  Fonte Journal des débats et des décrets, 13 febbraio 1800 [24 piovoso anno VIII], p. 2. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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