La donna invisibile
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Parigi, 11 ventoso.
Parigi, 11 ventoso.
Non si è mai vista a Parigi una così gran quantità di ciarlatani. Che cosa prova ciò, se non che a Parigi c’è un numero ancora maggiore di sempliciotti? Bisogna proprio che ci sia un certo godimento nell’essere gabbati, giacché si pagano così cari i giochi dei ciarlatani. La folla accorre sempre alla donna invisibile, che si ubriaca d’acquavite a spese dei curiosi. Si va a vedere gli Arabi, che non sono altro che poveri contadini delle montagne del Vallese, rovinati dalla guerra, i quali vengono a riparare i torti di Bellona mostrando un gozzo deforme.
Si va a visitare la nana, che è visibile per la somma di 10 centesimi, sul boulevard Montmartre, accanto al café des Grands Hommes. Si attende con impazienza un gigante di due metri e 193 millimetri. Presto si vedrà anche una carpa che parlerà come nelle favole di La Fontaine. Ma la cosa più curiosa è un automa che gioca agli scacchi e alla dama, e che si può vedere tutti i giorni in rue des Poulies. Il meccanico aveva annunciato in una delle sue ultime sedute che avrebbe fatto quanto prima un automa capace di comporre versi incantevoli, romanzi tradotti dall’inglese e perfino drammi in cinque atti che sarebbero stati accolti in tutte le società letterarie di Parigi; ma i suoi amici gli hanno fatto osservare che sarebbe stato troppo comune. Si attendono quanto prima Pinetti e Mesmer.
Fonte Journal des défenseurs de la patrie, 3 marzo 1800, p. 3. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)
