Leggiamo nel Journal de Paris del 19 una lettera del cittadino Durand figlio, fabbro, riguardante la ragazza invisibile

— Leggiamo nel Journal de Paris del 19 una lettera del cittadino Durand figlio, fabbro, riguardante la ragazza invisibile. Il cittadino Durand spiega il procedimento della pretesa invisibilità così come ha potuto concepirlo; il tono sicuro che assume, i dettagli tecnici che fornisce e soprattutto ciò che dice dell’imbarazzo del cittadino Laurent, autore della macchina, potranno persuadere molta gente che egli abbia davvero penetrato il mistero. Non prenderemo partito né a favore né contro di lui quanto al risultato della sua sagacia; ma gli faremo osservare che sarebbe stato più generoso da parte sua non pubblicare le proprie osservazioni per mezzo di un giornale. Il cittadino Laurent, credo, non spaccia affatto la ragazza invisibile per una cosa soprannaturale; è semplicemente una macchina fabbricata con molta arte, il cui meccanismo sembra finora essere sfuggito a tutti gli occhi, eccettuati quelli del cittadino Durand. Perché vuole privare il pubblico dell’interesse di curiosità che lo spinge verso la ragazza invisibile, e il cittadino Laurent del suo pane quotidiano? Egli merita senza dubbio il rimprovero che il precettore di Emilio rivolge al suo allievo per aver voluto divulgare, a danno di un povero giocoliere, il mezzo fisico con cui questi faceva venire un anatroccolo che nuotava sull’acqua verso il pezzo di pane che gli presentava.

  Fonte L’Ami des lois, ou Mémorial politique et littéraire, 11 marzo 1800 [20 ventoso anno VIII], pp. 3-4. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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