Inganno che ha qualche rapporto con la donna invisibile

All’inizio del secolo di Luigi XIV giunse a Parigi, con la moglie e sei figli, un organista di Troye in Champagne, portando con sé il primo organo portatile che si fosse visto in Francia. Questa novità, presentata a Parigi e a corte, fruttò molto denaro al suo inventore. I grossi guadagni che fece lo misero in grado di costruire un organetto quattro volte più grande del suo organo portatile. Comparve in pubblico con questo nuovo strumento, e annunciò che era costruito con tanta abilità e ingegno che avrebbe suonato a volontà le arie indicate, e che le avrebbe interrotte per farne sentire un’altra. In effetti lo strumento eseguiva, alla semplice richiesta, l’aria domandata; interrompeva quest’aria quando lo si esigeva, e suonava quella desiderata. Questa meraviglia fece assai più rumore della prima: a Parigi e a Versailles non si parlava che dell’organetto a volontà; infine il re lo volle vedere. Esso eseguì tutte le arie secondo i suoi desideri. Poi il re ordinò che fosse aperto in sua presenza, e vi si trovò dentro uno dei figli dell’organista. Il re lo congedò senza fargli alcun male, e, malgrado la scoperta del suo segreto, egli ricomparve a Parigi, dove continuò a mostrare lo stesso strumento. Benché gli animi fossero disingannati, la curiosità vi condusse ancora tanta gente che alla fine dell’anno quest’uomo si trovò possessore di una somma di 60.000 franchi. Ottenne il permesso di allestire uno spettacolo, e fu lui a innalzare il primo teatro che comparve alla fiera di Saint-Germain.

Così la donna invisibile, benché smascherata dalla scoperta del suo segreto, continua sempre a fare dei gonzi. Felici babbei! Siete oggi altrettanto fanciulli, altrettanto folli quanto i vostri padri ai tempi della Lega e della Fronda. Le stesse sciocchezze ritrovano le stesse teste.

  Fonte Journal des hommes libres de tous les pays, 24 maggio 1800 [4 pratile anno VIII], p. 711. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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