Mathieu

Sugli invisibili e il Busto parlante del Passage Longueville.

Non oserei affermarlo con certezza, ma presumo che il trasporto della voce dell’invisibile all’orecchio degli spettatori, e vice versa, avvenga attraverso gli angoli della sala, ai quali l’orifizio dei padiglioni acustici sembra corrispondere, in modo che i raggi sonori possano propagarsi in linea retta, come ho osservato in diversi edifici, e in particolare in una delle sale dell’Osservatorio di Parigi e nell’anfiteatro del Jardin des Plantes; presumo che il globo di vetro e i cornetti acustici tengano luogo degli specchi concavi di cui ci si serve abitualmente nella catottrica acustica, e che il fuoco di uno di questi specchi riflettori, posto vicino all’invisibile, le serva per udire le domande che le vengono rivolte e per rinviare le sue risposte.

Quanto alla vista, poiché l’invisibile vede e distingue fino ai minimi oggetti, si deve concludere che essa sovrasta gli spettatori; il che mi fa credere che l’una o l’altra delle due enormi travi tra le quali è sospeso il globo di vetro potrebbe ben essere il nascondiglio tanto e così inutilmente cercato. Perché insomma questo essere invisibile è annidato da qualche parte, opportet corpus esse in loco, e certe aperture che ho notato su quelle travi mi danno quasi la certezza che essa vi si trovi, benché assai scomoda, ecc. ecc.

Se i mezzi che ho appena indicato non sono quelli veri, confesso che mi sarebbe difficile spiegare altrimenti la causa degli effetti che ho ammirato e che tutta Parigi corre a vedere come una meraviglia degna di fissare l’attenzione dei dotti.

  Fonte Journal de Paris, 10 luglio 1800, p. 1399. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)

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