La donna invisibile
/ Frédéric M.
Allo stesso
Cittadino, la curiosità avendomi condotto ieri, 30 termidoro, nel salone di fisica acustica del cittadino R. Charles, passage Longueville, ho avuto la soddisfazione di trovarvi il secondo console della Repubblica, che fu stupito quanto me nel sentire un uomo e una donna invisibili parlare, cantare, suonare alcuni strumenti, descrivere i nostri abiti ecc., il tutto per mezzo di quattro padiglioni acustici applicati a un globo di vetro sospeso isolatamente al centro di un vasto salone. Il nostro stupore crebbe quando il cittadino Charles ci propose di interrogare il busto di Trofonio, isolato da ogni comunicazione, il quale rispose con ammirevole precisione a tutte le domande che gli facemmo. Ma ciò che portò al colmo il mio stupore, come quello del secondo console e delle persone del suo seguito, fu sentire il busto della Pitonessa di Delfi, che il cittadino Charles fece parlare per la prima volta e che, interrogata se avremmo presto goduto delle dolcezze della pace, diede all’istante questa gradita risposta:
Il cielo, favorevole ai voti
Dei popoli afflitti da una guerra crudele,
Non vorrà che l’anno si rinnovi
Senza aver dato loro la pace.
Alcune strofe in onore del primo console furono cantate anche dai due invisibili. Si avviò poi una conversazione tra i due busti di Trofonio e della Pitonessa, che terminarono cantando piacevolmente un duetto.
Insomma, non posso descrivervi l’emozione che ho provato vedendo questi esperimenti, tanto nuovi quanto sorprendenti e incomprensibili, e che hanno fatto un tale piacere al secondo console che, dopo averli applauditi a più riprese, egli ha promesso alla bella invisibile di tornare fra pochi giorni a vederla, o almeno a sentirla, con il primo console Bonaparte.
Se credete, cittadino redattore, che questa lettera meriti un posto nel vostro foglio, inserendovela obbligherete un artista che ha l’onore di essere vostro concittadino,
Frédéric M.
P. S. Dimenticavo di dirvi che ho ascoltato con il più grande piacere la proposta interessante che il cittadino Charles ha fatto al secondo console, il quale è parso ascoltarla con vivo interesse, di stabilire in circa un minuto, da Parigi a Versailles e anche a una distanza assai maggiore, una conversazione continuata tra due persone che si sentirebbero e si risponderebbero a voce intelligibile, come se fossero vicine l’una all’altra. Se questo progetto potesse riuscire, penso che varrebbe bene il telegrafo.
Fonte Journal des débats et des décrets, 20 agosto 1800, p. 2. Traduzione italiana dal francese. (testo originale, scheda in Biblioteca, download)
